Messico, i narcos freddano un prete nella chiesa di Padre Pio

sabato 21 aprile 14:50 - di Laura Ferrari

Ennesima azione eclatante dei narcos in Messico. Un prete di 33 anni, padre Juan Miguel Contreras Garcia, è stato ucciso ieri al termine della celebrazione della messa nella parrocchia San Pio da Pietrelcina di Tlajomulco, nello Stato di Jalisco. Fonti locali, riporta Vatican News, hanno riferito di un commando di due uomini armati che ha fatto irruzione in chiesa. Alcuni fedeli hanno rivelato che il prete aveva sostituito un altro celebrante al quale erano arrivate minacce di morte.

Messico sotto choc per l’assalto

Immediato l’appello della Conferenza Episcopale messicana: «Lanciamo un appello urgente per costruire una cultura di pace e di riconciliazione. Questi eventi deplorevoli ci chiamano tutti a una conversione molto più profonda e sincera. Chiediamo alle autorità competenti di fare luce su questo drammatico episodio e di agire secondo giustizia. A chi alimenta questa violenza i vescovi chiedono infine di deporre non solo le armi, ma anche l’odio, il rancore, la vendetta e tutti i sentimenti distruttivi».

In Messico è il quarto prete ucciso nel 2018

In Messico i sacerdoti, i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani, sono sempre più spesso vittime di agguati compiuti dalle bande di narcotrafficanti. Mercoledì scorso è stato ucciso, non lontano da Città del Messico, un altro prete: padre Rubén Alcántara Díaz, della diocesi di Izcalli. Dall’inizio dell’anno padre Juan Miguel è il quarto sacerdote assassinato in Messico. Il Messico, nel 2017, ha registrato il più alto numero di omicidi degli ultimi dieci anni: 29.168.

Troppi omicidi: negli obitori del Messico non c’è più posto

Solo nello Stato di Guerrero sono stati 2.318. Un aumento degli omicidi che ha portato a situazioni paradossali: sia negli obitori di Guerrero che in quello di Tijuana (la cittadina al confine con la California) l’eccessivo numero di cadaveri ha messo fuori uso le strutture. Il personale dei due obitori aveva segnalato che l’impianto era sommerso dal flusso di persone uccise e che era materialmente impossibile farne entrare altri.

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