Martina allunga ancora il brodo: “Il Pd non deciderà neanche il 3 maggio”

sabato 28 aprile 19:40 - di Monica Pucci

“Il 3 maggio non dovremo decidere se fare o non fare un governo con M5S ma se iniziare un confronto, entrare nel merito delle questioni, capire se ci possono essere punti d’intesa. Siamo forze molto diverse e la strada è in salita. Ma i presunti vincitori del voto del 4 marzo non hanno offerto prospettive e ipotesi concrete per il Paese. Credo che arrivati a questo punto sia giusto capire se esiste la possibilità di un confronto”. Il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, a L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24, frena ancora sui tempi di risoluzione della crisi. E neanche prende in considerazione le polemiche che hanno fatto seguito alla decisione di Mattarella di “attendere” la direzione nazionale del Pd per riavviare, eventualmente, le consultazioni. Oggi veniamo a sapere che dopo la “consultazione” interna del Pd, ci sarà anche un dialogo con la base, forse un referendum, per poi iniziare le trattative con il M5S che non si sa quanto durerebbero. L’Italia, intanto, starebbe lì ad aspettare…

“Se la direzione del 3 maggio darà il via libera al confronto con i Cinque Stelle penso sia giusto che l’eventuale esito finale di questo lavoro venga valutato anche dalla nostra base nei territori con una consultazione”, ha aggiunto il reggente del Pd Maurizio Martina, che non si mostra preoccupato dei tempi del suo partito ma di un eventuale accordo M5S e Lega: “Sono molto preoccupato sia di un governo con Salvini come socio di riferimento che di una precipitazione al voto anticipato nei prossimi mesi. L’Italia non può permettersi questi scenari”. Perdite di tempo, invece, sì…

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