«Mai più casi come Alfie»: l’appello di Mariella Enoc per una scienza umana (video)

sabato 28 aprile 12:32 - di Redazione

Mai più «scontri e battaglie ideologiche» su casi come quello di Alfie Evans, ma «percorsi condivisi che sappiano integrare la dimensione scientifica e quella umana». È l’appello lanciato dalla presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Mariella Enoc, dopo aver appreso della morte del bimbo, avvenuta nella notte. Un appello che pone l’accento su quella assenza di umanità da parte delle istituzioni britanniche che è emersa non solo nella vicenda del bimbo di Liverpool, ma anche in quella precedente e per molti versi simile del piccolo Charlie Gard, che si è consumata un anno fa.

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«Ricevo la notizia» della morte di Alfie Evans «mentre sono in Siria con i medici del Bambino Gesù di Roma, per la formazione di una nuova generazione di medici siriani», ha fatto sapere Enoc, sottolineando che «ogni bambino, in ogni parte del mondo, merita il nostro impegno e la nostra umanità». La presidente del Bambino Gesù ha espresso «grande dolore» per la morte di Alfie, ricordando di essere stata «coinvolta personalmente dalla vicenda di Alfie», perché nell’ambito della dura battaglia legale che ha visto contrapposti i medici, convinti che lo stop ai supporti vitali fosse nel miglior interesse del paziente, e i genitori, determinati a impedirlo, era stata chiesta dalla famiglia la disponibilità dell’ospedale della Capitale ad accoglierlo.

«In questo momento provo un grande dolore per la morte di questo bambino, che è stato tanto amato da due giovani genitori coraggiosi, che sono contenta di aver conosciuto», ha spiegato Enoc in una nota, nella quale ha anche sollecitato una attenta riflessione sull’accaduto. «Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme e a investire sulla ricerca scientifica, perché si possa dare una possibilità a questi bambini e una risposta a queste famiglie. Dobbiamo però anche iniziare una vera riflessione comune, a livello internazionale. Dobbiamo mettere insieme scienziati, clinici, pazienti, famiglie e istituzioni, perché non si ripetano più – ha avvertito la presidente del Bambino Gesù – questi scontri e queste battaglie ideologiche, ma si possano trovare percorsi condivisi che sappiano integrare la dimensione scientifica e quella umana».

 

Commenti

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  • Maria Grazia 29 aprile 2018

    Per chi ritiene la persona umana A QUALSIASI ETÀ solo un insieme “biologico” rispondo che -contro e malgrado questa idea- siamo dotati di un’anima parte spirituale e immortale. Un tutt’uno indivisibile finché vorrà l’Artefice: il buon Dio

  • Lino Sacchi 29 aprile 2018

    La moderna tecnologia consente di conservare una vita (vita in senso puramente biologico)) fin che si vuole. Sappiamo che in alcuni casi di rilevanza politica è già successo. Ma è questo che si vuole? Con quel bambino l’errore è stato fatto due anni fa. Una volta, invece di attaccarlo a una macchina, avrebbero chiamato il prete.

  • Rino 29 aprile 2018

    Si questa è il segno di dove una cultura atea e quindi facile preda del c***** ci sta portando…

  • Alessandro Caroli 29 aprile 2018

    Sarebbe possibile senza un eugenetica a metà strada tra Hitler e Stalin. Perché il lager di Liverpool (non chiamerei ospedale una roba simile) è su quella lunghezza d’onda.

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