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Il lago di Bracciano in lento recupero. Ma stop alle captazioni dell’Acea

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  1. Francesco Desalvo ha detto:

    Il dr. Mecali guarda a periodi settimanali di pioggia o non pioggia. Il lago di Bracciano dipende da falde acquifere in entrata ed in uscita sotto il livello delle acque che sono roba di equilibrio almeno poliennale, se non secolare. Infatti proprio vicino a Trevignano si vedono ad alcuni metri sott’acqua i tetti di abitazioni forse palafitticole che pare risalgano a 5000 anni addietro.
    Per un lungo periodo, forse qualche millennio, il livello del lago era stato almeno 8 metri sotto all’attuale.
    E ancor prima non se ne conoscono i livelli, né si ha notizia che 5000 anni fa qui regnasse il deserto.
    E sopratutto pare che 5000 anni fa non ci fossero gli acquedotti, né quello dell’acqua Paola, né quello più grande e recente perché pare che non esistesse nemmeno il solco di Romolo, ma il lago era 8 metri più basso per affari suoi.
    E sembra pure che gli abitanti di quelle palafitte non avessero le branchie per respirare sott’acqua.
    E non ci sono riscontri di una catastrofe ecologica perché il lago era più basso di 8 metri, né alcuna traccia di un canion di 8 metri sulla traccia dell’Arrone, e che poi sia stato richiuso da discariche di rifiuti.
    L’emungimento del nuovo acquedotto è stato un episodio di brevissima durata che non ha alterato più di tanto l’equilibrio millenario del lago. 1,5 metri di abbassamento del livello (se ci siamo arrivati) rispetto agli 8 metri di 5000 anni fa sono poca cosa se per esempio li confrontiamo col centinaio di Km di arretramento del ghiacciaio del Monte Bianco dalla Serra di Ivrea alla lingua attuale. E col fatto che gli attuali laghi alpini erano di ghiaccio.

22 Aprile 2018 - AGGIORNATO 22 Aprile 2018 alle 12:16