Il film di Sorrentino arriva nelle sale. Berlusconi: «Non lo vado a vedere»

lunedì 23 aprile 19:13 - di Redazione

Silvio Berlusconi “snobba” la nuova pellicola di Paolo Sorrentino Loro 1, ispirata alle sue vicende personali e politiche. Il Cavaliere, raccontano fonti di Forza Italia, non avrebbe nessuna intenzione di assistere al film del regista. La prima parte del nuovo film arriva nelle sale e – come afferma lo stesso regista – «narra di fatti verosimili o inventati, in Italia, tra il 2006 e il 2010». Il periodo preso in esame nella prima parte è infatti quello di un Berlusconi all’opposizione durante il governo Prodi. L’uomo “del fare” che non ha più l’opportunità di fare e deve inoltre riconquistare la moglie, stanca delle sue scappatelle più o meno pubbliche: «I comunisti mi hanno fregato il governo, i miei figli e le aziende, mi resta Veronica che mi guarda come fossi l’origine di tutti i mali», dice il Berlusconi interpretato da Toni Servillo.

“Loro”, i personaggi

Ma prima che entri in scena Berlusconi, e con lui la bravissima Elena Sofia Ricci nei panni di una Veronica Lario, Sorrentino introduce il concetto di “loro”, “quelli che contano”. Così c’è l’ex ministro, ed ex fedelissimo (che ricorda Sandro Bondi per via delle poesie dedicate a Berlusconi), interpretato da Fabrizio Bentivoglio, che si mette in testa di prendere il suo posto alla guida del centrodestra e cerca di farsi largo sempre a colpi di favori sessuali ma viene prontamente smascherato, e c’è un giovane e rampante tarantino, figlio di un imprenditore, interpretato da Riccardo Scamarcio e ispirato al personaggio di Giampaolo Tarantini, che è deciso ad arrivare a “lui” attraverso una corte di giovani e belle ragazze, capitanate da Kasia Smutniak (il cui ruolo assomiglia molto a quello conferito dalle cronache all’ape regina Sabina Began). «Attraverso una composita costellazione di personaggi – spiega Sorrentino nelle sue note di regia – Loro ambisce a tratteggiare, per squarci o intuizioni, un momento storico definitivamente chiuso che, in una visione molto sintetica delle cose, potrebbe definirsi amorale, decadente, ma straordinariamente vitale». Provocazioni su provocazioni, nel mirino finisce sempre Berlusconi. Il copione politico è sempre lo stesso.

Commenti

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  • Cesare Pieraccini 24 aprile 2018

    E fa bene a non andare a vederlo, anzi gli proporrei di quererare il regista, non l`ho visto (anche perche`vivo in Brasile) ma non andrei lo stesso, a quanto si dice non e`per niente un film biografico e gli auguro che faccia poca “cassetta”.

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