Dal M5S applausi alla sentenza sulla mafia, che spiana la strada a Fico

venerdì 20 aprile 19:28 - di Redazione

Sono piaciute al Movimento Cinquestelle ma non a Forza Italia le parole del pm Nino Di Matteo dopo la sentenza sulla trattativa Stato-mafia. Di Matteo, commentando la sentenza, ha evocato i governi Andreotti, Ciampi e Berlusconi parlando di “parte dello Stato che trattava con la mafia”. Un attacco politico in piena regola, proprio in ore che vedono coinvolto il leader di Forza Italia nella possibile formazione del  nuovo governo. “Il fatto che uno dei pubblici ministeri  – si legge in una nota di Forza Italia – coinvolti nel processo -non a caso assiduo partecipante alle iniziative del Movimento Cinque Stelle- si permetta, nonostante questo, di commentare la sentenza adombrando responsabilità del Presidente Berlusconi è di una gravità senza precedenti e sarà oggetto dei necessari passi in ogni sede”. “Ogni atto politico e di governo del presidente Berlusconi, di Forza Italia nel suo complesso, e di ogni suo singolo esponente -assicura il partito azzurro- è sempre andato nel senso di un contrasto fortissimo alla criminalità mafiosa, sia sul piano dell’incremento delle pene, e dell’individuazione di nuovi strumenti giuridici per una più efficace azione antimafia, sia anche per quanto riguarda l’azione delle forze dell’ordine sotto i nostri governi noi confronti dei responsabili di reati di mafia”.

Naturalmente la sentenza ha dato fiato al giustizialismo dei pentastellati e ha di fatto dato un colpo al centrodestra proprio nel momento in cui, grazie ai veti di Di Maio, si riflette sulla possibilità di un mandato esplorativo stavolta affidato al presidente della Camera Roberto Fico. “Un giorno storico per la città di Palermo e l’Italia intera. La trattativa stato-mafia, secondo i giudici della Corte d’Assise di Palermo, non solo c’è stata ma ha determinato la commissione di un gravissimo reato contro i fondamenti democratici del nostro Stato”, esultano Aldo Penna, neoeletto portavoce del M5S alla Camera, e Ugo Forello, capogruppo dei Cinquestelle al Comune di Palermo, commentano la sentenza del processo sulla trattativa Stato-Mafia. “Grazie all’impegno, al coraggio e alla determinazione della Procura della Repubblica di Palermo – aggiungono – si è finalmente iniziato a far luce su uno dei periodi più bui del nostro Paese, in cui uomini dell’Arma e esponenti politici avrebbero tentato di scendere a patti con la mafia. Fa riflettere la condanna, in primo grado, dell’ex senatore dell’Utri, uomo di riferimento di Berlusconi a Palermo. Non possiamo perciò non ribadire la posizione del M5S circa l’impossibilità di avviare alcuna trattativa per la formazione di un governo con il leader di Forza Italia”. Ai due fa subito eco Roberto Fico su facebook: “La giornata di oggi ha un valore civile e morale straordinario. Perché quando lo Stato riapre le proprie ferite per provare a stabilire la verità, quando giunge a condannare sé stesso, allora riacquista la forza, la dignità e la fiducia dei cittadini”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • 21 aprile 2018

    …..di puttanieri massoni l’italia ne è piena, a dire il vero è piena anche di giudici pedofili (ogni tanto ne beccano qualcuno)….e di puttane vergini….ma chiariscimi un dubbio tu….visto che questo giudice zelante sicuramente non lo sa, chi erano gli uomini dello stato nei governi Andreotti, Ciampi e Berlusconi, quelli da lui nominati che hanno avuto rapporti diretti con la Mafia ed in quale modo? La sentenza “politicizzata” continua a gettare fango sull’apparato delle forze dell’ordine impegnate a contrastare la criminalità organizzata e sulla politica, quella politica che parte dei giudici e del popoluccio vorrebbe annientare, e questa dovrebbe essere la terza o quarta repubblica?……di gran lunga meglio la Prima Repubblica

  • Cesare Pieraccini 21 aprile 2018

    Non c`e`da chiarire dubbi, e`stato condannato? Se leggi bene l`articolo ti chiarirai alcuni dubbi, comunque non si capisce come mai in campagna elettorale od in momenti critici ci sono sempre dele acuse verso Berlusconi, certo viene citata la Dc che non puo`difendersi anche perche`se non mi sbaglio Andreotti fu assolto, e guarda che non ho mai votato per Fi ma non m piacciono le ingiustizie, vedi quando si voleva condannare Almrante come fucilatore, ma toglimi um dubbio tu, se forse del M5s?

  • Mino 20 aprile 2018

    A REDAZIONE, ma chiaritemi un dubbio: A PARER VOSTRO, IL PUTTANIERE MASSONE E’ ESTRANEO A CERTE MACCHINAZIONI? E’ UN PERSEGUITATO DA MAGISTRATI DI PARTE?

    • maboba 21 aprile 2018

      Difficile giudicare quello che fa una magistratura che troppo spesso ha mostrato di agire sulla base di pregiudizi politici. Relativamente a B., che va giudicato duramente e impietosamente per quello che non ha fatto per cambiare questo stato quando ne aveva la possibilità, bisogna non dimenticare che fino al 1994 costui non aveva a suo carico neppure un procedimento giudiziario, mentre dalla sua “discesa in campo” sono arrivati più di quaranta procedimenti giudiziari con una condanna. Questo dimostra per chi vuol esaminare le cose senza fanatismi e paraocchi che vi è stata persecuzione e che una parte della magistratura purtroppo agisce come detto sopra. Il fatto che il PM di questa vicenda sia un dichiarato simpatizzante del M5S come altri in passato erano apertamente sintonizzati sulla parte politica sinistra conferma una situazione che non tranquillizza affatto. Questo uso della “giustizia” per scopi politici ci porta ai livelli dei paesi sudamericani.
      Relativamente a questa sentenza si legga quanto scrive Pietro Sansonetti sul Dubbio.

    In evidenza