Corsi di sopravvivenza per presidi contro il bullismo: l’ultima spiaggia

giovedì 19 aprile 14:38 - di Lorenza Mariani

Dilagante. Inarrestabile. Inquietante: l’ultima aggressione di uno sparuto gruppo di bulli a Lucca ha rinfocolato le polemiche e accentuato la portata emergenziale di un fenomeno in crescita tra giovani e giovanissimi e, per quanto se ne dica, fortemente accentuato dal ricorso sempre più frenetico alla tecnologia e dai conseguenti abusi “social”. E mentre il dibattito socio-culturale imperversa la deriva del fenomeno bullismo continua a spostare l’ultimo limite fissato dall’aggressione più recente, dalla sua diffusione in rete più virale. E, naturalmente, senza prescindere dalla tappa sull’ultima soluzione ipotizzata e indirizzata ad arginarlo.

Bullismo, come arginarlo efficacemente

«Gli episodi di bullismo da parte di giovani studenti a danno degli insegnanti, che in questo periodo sono sempre più frequenti, impongono una seria riflessione collettiva e non soltanto del mondo della scuola. Spesso si tratta di episodi che rasentano la fattispecie di reato, che non possono essere semplicemente derubricati come “atti di bullismo” causati da uso smodato delle tecnologie», ha quindi sostenuto a riguardo Mario Rusconi, Presidente Anp-Lazio, secondo cui «stiamo pagando il troppo tempo perso a giustificare atteggiamenti adolescenziali definiti semplicemente “esuberanti”, e non consideriamo adeguatamente la solitudine in cui spesso vengono lasciati presidi e insegnanti aggrediti anche dagli stessi genitori». Un’angolazione importante almeno quanto trascurata da cui cominciare almeno a guardare il problema per arrivare a contrastarlo efficacemente in modo da scoraggiare prossimi bulletti in erba.

Scuola e famiglia: gli ultimi presìdi educativi

«Occorre dire basta – aggiunge non a caso Rusconi – a questa deriva adottando atteggiamenti chiari ed inequivocabili, con misure volte soprattutto ad educare e a formare gli individui. I consigli di classe e quelli d’istituto, dove siedono insieme insegnanti e genitori e nelle scuole superiori anche i ragazzi, devono adottare misure disciplinari rieducative e riabilitative. La scuola e la famiglia – sottolinea ancora il presidente Anp-Lazio – sono presìdi educativi che hanno l’obbligo di formare ed istruire. La sospensione dalle lezioni o, nei casi più gravi, la bocciatura da parte della scuola, sono misure che vanno accompagnate da un percorso riabilitativo, ad esempio nel mondo del volontariato». Insomma, mandarli a ripulire i bagni della scuola e a svuotare i cestini nelle aule – come, pare, sia stato suggerito ai bulletti di Lucca – può essere una risposta; forse, però, non “la” risposta.

Al via una serie di incontri dedicati al tema

E allora, prosegue Rusconi, «abbiamo deciso di progettare un percorso formativo per gli insegnanti per trattare con loro temi come: bullismo, competenze sociali e civiche, piani di comunicazione, accrescimento dell’autostima. Una serie di incontri gratuiti che ANP-Lazio offrirà ai docenti proprio per dar loro strumenti adeguati di valutazione dei comportamenti degli studenti. Per far questo chiederemo la collaborazione alla Polizia Postale, agli specialisti del Policlinico Gemelli, ad esperti della sicurezza informatica, ad operatori sociali». Secondo Rusconi : ”È da immaginare che chi deride un insegnante sia pronto a prendersela anche con chiunque incontri per strada. Per questo come ANP-Lazio, ma anche come semplici cittadini, intendiamo dire basta a questo dilagante malcostume, con atti concreti che possano aiutare chi ogni giorno lavora nella scuola e opera con i giovani, perché così facendo aiutiamo a crescere un intero paese dal punto di vista civile». E allora, «questo modello lo proporremo ai futuri governanti del mondo dell’istruzione, ma anche a chi già ci amministra».

Commenti

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  • Aurora De palma 21 aprile 2018

    nn posso fare paragoni e parallelismi con il passato. bisogna riformare nn solo la scuola ma il concetto di società attraverso una morale stringata e moderna. i giovani vanno alla deriva perchè si è troppo pensato a allargare le maglie della libertà individuale e di società, all assenza delle figure genitoriali all’assenza di serietà di una politica che nn da’ sicurezza

  • Massimo Steffanoni 20 aprile 2018

    Tolleranza zero, sono dei delinquenti in fasce, oggi il professore domani non si sa!
    Per queste persone si devono aprire le porte del riformatorio.
    Nessun buonismo ne permissivismo, avessimo iniziato anni fa, ora on saremmo a questo punto, altro che sospensione e non amissione agli esami,(dichiarazione della ministra alla pubblica istruzione) dopo la carota ci vuole il bastone.
    Questo e il momento di dare una dritta di vita a questi sbarbatelli, altro che buonismo ecc. ecc.
    ci vuole la linea dura o tra qualche anno piangeremo tutti.
    Massimo

  • Gianni 20 aprile 2018

    CARI AMICI ,LA MODERNITA” FA MALE , QUANDO ANDAVO A SCUOLA IO , APPENA ENTRAVA IL PROFESSORE IN CLASSE , SI ALZAVAMO TUTTI IN PIEDI , BUONGIORNO PROFESSORE , ECCO IL GRANDE RISPETTO , POI SE SCARABOCCHIAVI ERANO C**** TUA .SE TI LAMENTAVI CI BECCAVI PURE A CASA, QUANDO MAI ENTRAVA LA DROGA , CARI AMICI DOVE NON CE ORDINE , CE ANARCHIA, QUESTO ANCORA NON E” NIENTE , QUANDO COMANDERANNO GLI ISLAMICI ALLORA FINIRA” IL TUTTO PERCHE TI TAGLIERANNO LA TESTA?

  • Mario Salvatore MANCA di VILLAHERMOSA 20 aprile 2018

    Pochi ricordano il famoso brano di Platone tratto da LA REPUBBLICA da non confondersi con l’omonimo giornalaccio di Scalfari e ora – ahimè – del figlio Calabresi, fagocitato dai trucchi truffaldini delle sinistre): “Quando i figli si ribellano ai genitori, i discepoli trattano troppo confidenzialmente i maestri e i dipendenti mettono sottogamba i loro superiori, allora nasce la mala pianta della tirannide”
    Questo è il succo. Devo ancora fare le apposite ricerche in Internet per recuperare il testo originale, sia in greco, sia in italiano.

  • Laura 20 aprile 2018

    Amedeo ha ragione. Non farli “punire” dall’istituzione scolastica, ma dai tribunali, mettendo anche un sostanzioso risarcimento per i docenti vittime di questo atteggiamento. Questo è l’unico modo affinché i genitori, toccati nel portafoglio, si rendano conto che i figli vanno EDUCATI, non sempre giustificati!

  • sergio 20 aprile 2018

    Bene,ci mancava anche il corso di sopravvivenza per i presidi, a questo siamo arrivati !!
    Non so se ridere o piangere di fronte a tali notizie!!
    Si saranno mai resi conto a sinistra dei danni che il 68 ha provocato alla scuola?

  • bruno buono 20 aprile 2018

    Vi ricordate la trassmissione TV del maestro MANZI: Non e’ Mai Troppo Tardi? Bene il nostro Stato governato da chi si voglia si e’ Svegliato, dal NON E’ MAI TROPO TARDI! forse e’ gia’ TARDI.

  • Lorenza ceccaroni 20 aprile 2018

    Troppa libertà fa male. E il dispiegare tutte queste forze per contrastare questi atteggiamenti da loro una importanza tale da farli diventare desiderabili per essere notati. Una sana bocciatura con divieto di reiscrizione nella stessa scuola, e vedi che miracolosamente chi vuole recupera L educazione in un battibaleno, unitamente ali propri genitori. E chi non vuole e già una palla persa, inutili altre iniziative..

  • Amedeo Bortolan 20 aprile 2018

    Un singolo può essere considerato minore. Più di uno, insieme, invece no. Vanno considerati “sui juris”. Vanno processati unitamente a chi ne ha patria potestà.

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