Soft Brexit addio: la Ue interferisce nella sovranità del Regno Unito

venerdì 20 aprile 18:04 - di Redazione

L’Unione europea boccia la proposta britannica per una soluzione post Brexit del confine tra le due Irlande. Lo scrive il Daily Telegraph, provocando una smentita di Downing Street, ma la notizia sembra confermata dalle parole del capo negoziatore della Ue, Michel Barnier, per il quale c’è ancora un “rischio di fallimento” nei negoziati tra Londra e Bruxelles. A lanciare la bomba, stamani, era stato un retroscena del Telegraph, secondo il quale le proposte del governo di Theresa May per tenere insieme l’uscita dal mercato unico e dall’unione doganale e allo stesso tempo il mantenimento di un confine aperto tra le due Irlande erano state sottoposte la scorsa settimana a un “sistematico annientamento legale” da parte dei funzionari Ue. I negoziatori di Bruxelles avevano bocciato senza appello i piani di Londra, sottolineando che “nessuna delle opzioni doganali britanniche sarà in grado di funzionare, nessuna”. Una ricostruzione che viene smentita da un portavoce di Downing Street, mentre al Guardian una fonte del governo May smentisce anche la notizia secondo la quale Barnier avrebbe deciso di sospendere i colloqui sul futuro accordo commerciale tra Ue e Regno Unito, fino a quando non sarà sciolto il nodo irlandese.

Nella polemica è intervenuto personalmente anche il capo negoziatore della Ue per la Brexit, affermando in un’intervista a France 2 che fino ad ora, Bruxelles e Londra si trovano d’accordo sul “75%” delle questioni poste dal divorzio. Rimane da risolvere un 25% di problemi, che possono ancora far deragliare il negoziato, a cominciare dalla questione irlandese, bloccando l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, programmata per il 29 marzo del prossimo anno. In tutte le ricostruzioni giornalistiche di quanto si sta muovendo dietro le quinte del negoziato emerge la reciproca frustrazione dei due team di negoziatori. Da un lato quelli della Ue, che sarebbero delusi dalla mancanza di idee praticabili da parte dei britannici, che dallo scorso agosto hanno continuato a proporre progetti ritenuti inattuabili. E dall’altra la frustrazione degli stessi britannici di fronte all’eccesso di “intransigenza” da parte europea. In particolare, la Ue ha bocciato l’idea di una “partnership doganale semplificata”, che prevederebbe un'”equivalenza normativa” da entrambi i lati del confine, lasciando però a Londra l’opzione di “divergere” in futuro dai regolamenti stabiliti. Si tratta, ha ricordato Barnier nell’intervista a France 2, di “quello che gli inglesi chiamano cherry picking“, vale a dire, scegliere quello che ci fa più comodo e rifiutare il resto. Da parte europea, questo è “inaccettabile”. Per quanti, sia nel governo che nel Parlamento britannico, sostengono l’ipotesi di una soft Brexit, è una conferma che l’unico modo per risolvere la questione del confine tra le due Irlande è il mantenimento dell’unione doganale con la Ue. Ma questo, replicano gli euroscettici pro Brexit, impedirebbe al Regno Unito di negoziare accordi commerciali separati con Paesi terzi, annullando alcuni dei potenziali benefici dell’uscita dalla Ue. Ci sono altre tre settimane di tempo per trovare una soluzione, prima del prossimo Consiglio europeo di giugno, nel quale i leader della Ue dovranno fare il punto sui negoziati e dare il loro eventuale via libera alla fase successiva dei colloqui.

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