Assalto al caveau: bottino 8 milioni. La banda tradita da una donna (video)

venerdì 20 aprile 16:17 - di Redazione

Dieci, dodici minuti al massimo. Tanto durò, la sera del 4 dicembre 2016, l‘assalto al caveau della società Sicurtransport in località Profeta nel comune di Caraffa, nel catanzarese, che fruttò un bottino di 8 milioni di euro. Un’azione condotta in stile paramilitare da almeno una quindicina di persone dotate di armi pesanti e strumenti tecnologici.

Assalto al caveau, sgominata la banda

La banda, come si legge sul Messaggero,  è stata sgominata oggi dalla Polizia che ha arrestato i componenti del gruppo criminale responsabile della rapina. L’assalto suscitò particolare allarme in quanto gli esecutori sfondarono con un potente mezzo cingolato i muri corazzati del caveau e bloccarono le strade di accesso incendiando 11 auto poste a sbarramento. La banda arrivò nella sede della Sicurtransport con un camion con carrello, per il trasporto di una grossa ruspa con martello pneumatico e braccio di 3 metri. Prima di entrare in azione bloccarono tutte le strade di accesso con auto rubate messe di traverso e incendiate. Quindi staccarono una centralina inserendo un dispositivo per disturbare i ponti radio e isolando la zona telefonicamente. Solo allora entrò in azione la ruspa che sfondò il muro in cemento armato rinforzato con barre di acciaio del caveau. Fu un’azione rumorosa. Secondo quanto emerso dalle indagini, una parte dei proventi è stata corrisposta alle famiglie di ‘ndrangheta che hanno influenza sulla zona.

Le indagini

La rapina fu consumata secondo un pianificato studio delle zone dove è situato il caveau e con la complicità di un dipendente dell’Istituto, responsabile proprio della sicurezza del caveau, che fornì le informazioni preventive sull’esatto posto dove spaccare il muro in maniera da consentire ai banditi di realizzare il «colpo» nei tempi da loro contingentati. Importanti per lo sviluppo dell’operazione «Keleos» sono state le dichiarazioni di una collaboratrice di giustizia, legata sentimentalmente a uno degli organizzatori del colpo, che ha fornito agli investigatori della polizia riscontri su fatti e circostanze relativi al suo compagno e al ruolo primario che ha svolto nella vicenda.

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