Latino, altro che lingua morta: è vivo, vegeto e corre sul web
Home livello 2 - di Guglielmo Federici - 11 Marzo 2018 - AGGIORNATO 11 Marzo 2018 alle 18:56
Altro che lingua morta! Il latino è vivo, vegeto e per di più corre sul web. L’idioma di Cicerone è il protagonista di un ambizioso progetto scientifico ideato da Marco Passarotti. LiLa (Linking Latin), questo il nome del progetto, è valso al ricercatore della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica di Milano l’assegnazione di circa 2 milioni di euro, il più prestigioso finanziamento alla ricerca dato dalla Commissione Europea a uno studioso nell’ambito del programma di finanziamento Horizon 2020.
“Il latino è una lingua come le altre: non è più bella e non è più brutta, semplicemente perché questo non è un tratto distintivo delle lingue”, spiega Passarotti. “Ma il latino è stato la lingua franca di un intero continente per quasi due millenni – aggiunge il ricercatore – Il suo corpus ammonta a quasi 80 milioni di parole tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. E da lì in poi sono altre centinaia di milioni. Un’eredità immensa, diversa (perché i testi latini parlano dei temi più svariati) e
diffusa (perché sono scritti in quasi tutta Europa)”.
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