Cassino, il generale della Folgore scrive alla Pinotti: «Tolga i contributi all’Anpi»

giovedì 22 marzo 14:18 - di Gabriele Alberti

Non cessano le polemiche suscitate a Cassino tra paracadutisti e partigiani. La querelle della stele per i “parà nazisti”, sulla quale si era scagliata l’Anpi, è diventata un vero e proprio caso istituzionale dopo che il Generale Marco Bertolini della Folgore, presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia,  ha preso carta e penne e ha scritto  una lettera al ministro della Difesa, Roberta Pinotti per chiedere spiegazioni sull’accaduto a proposito del quale prova «profonda vergogna»; e soprattutto ha suggerito di togliere i fondi ai nipoti dei partigiani. Questi alcuni passi della lettera:  «Alcuni giorni fa  il Generale di Corpo d’Armata Hans-Werner Fritz, Presidente dell’associazione paracadutisti tedesca, mi aveva avvertito che stava venendo in Italia con un gruppo di associati per una cerimonia a Cassino in memoria dei valorosi paracadutisti tedeschi che caddero durante la Seconda Guerra Mondiale. Il generale Fritz era il mio corrispettivo presso il Coiu tedesco di Potzdam quando io ero in servizio con lui vennero affrontati molti problemi comuni, tra cui il coordinamento dei nostri sforzi per l’ormai dimenticato ripiegamento dell’Afghanistan, l’alternarsi italo-tedesco al Comando della Task Force a Erbil, ed altre cosette del genere. Ovvio quindi che tra lui e me si creasse una certa familiarità sfociata in amicizia».

Dopo la protesta dell’Anpi, come sappiamo, la cerimonia è stata cancellata. La lettera del Generale della Folgore alla Pinotti -prosegue – nasce «per metterla a parte della frustrazione di tutta l’Anpd’I e per suggerirle di prendere qualche misura per ribadire ai nostri commilitoni tedeschi, ma non solo, che gli appelli alla sbandierata “difesa comune” europea non sono parole vuote. E che non abbiamo dimenticato i doveri che ci derivano dalla nostra ppartenenza alla civiltà cristiana, che ha nel culto dei morti, di tutti i morti, e soprattutto dei Caduti, di tutti i Caduti, uno dei suoi più radicati appigli». Soprattutto il Generale si scaglia contro l’associazione dei partigiani: «Le chiedo – scrive Bertolini – anche di valutare se un’associazione come l’Anpi, protagonista di questa bella frittata oltre che di tutt’altro che edificanti manifestazioni di carattere virulentemente politico come quello che ci ha proposto la cronaca degli ultimi mesi, possa essere confusa con le associazioni d’Arma, avendo anzi contributi finanziati dal Suo Ministero che le altre non possono neppure immaginare”. Finanziamenti ben noti e ampiamente segnalati. Un vero “tesoretto” antifascista, come ben lo definisce Il Giornale.

Commenti

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  • giovanni boccellato 29 aprile 2018

    I caduti di tutte le guerre hanno tutti un merito in comune:aver dato la vita per la patria! Quindi in virtù di questo grande sacrificio tutti i caduti (indipendentemente a quale paese siano appartenuti) meritano onore e rispetto!

  • Rosa Rita La Marca 26 marzo 2018

    Ha veramente ridato dignità agli italiani con la lettera qui riportata. Da cittadina cristiana, le porgo vivi ringraziamenti in spirito di fraternità.

  • Carlo buzzi 23 marzo 2018

    I partigiani comunisti hanno fatto solo porcate e se non arrivavano gli americani i tedeschi li avrebbero mangiati co un solo boccone loro non hanno servito a niente

  • Tino C 22 marzo 2018

    Si signor Generale esiste una realtà intangibile in ambito militare IL RISPETTO RECIROCO delle armi amici o nemici che siano e ci ONORA soprattutto fra combattenti.
    Grato per il suo intervento

  • Massimiliano Quaglieri 22 marzo 2018

    Signor Generale,
    le esprimo la mia solidarietà per la sua vicenda e condivido con lei il suo punto di vista. Non esistono caduti di “seconda classe”, chi combatte valorosamente merita rispetto e ammirazione, a prescindere dall’uniforme che indossa. Purtroppo questo paese è schiavo di queste “associazioni” ben sovvenzionate e assolutamente protette, che non hanno ragione di esistere e non esitano ad accendere sterili polemiche e a promulgare, sulla base di “presunto antifascismo”, idee antidemocratiche e pericolose.
    Spero che il “vento” stia cambiando, e che si analizzi la storia, quella vera e non quella scritta dai “vincitori”, secondo criteri non più di parte, ma scevri da ideologie politiche più che “marce”.
    Chi le parla ha avuto un nonno materno che ha combattuto nei Granatieri di Sardegna la seconda guerra mondiale, e dopo essere stato fatto prigioniero dagli inglesi, scappò dal campo di prigionia e dopo l’armistizio, si arruolò nell’esercito della R.S.I. Al termine della guerra per il suo trascorso fu costretto a nascondersi per quasi tre anni, in quanto sarebbe stato passato per le armi dai così detti “liberatori”. La sua unica colpa è stata quella di non tradire…
    Con osservanza e rispetto.

  • 22 marzo 2018

    Stiamo ancora a parlare dei partigiani? Ma non erano morti tutti?

  • Giula Piacentini 22 marzo 2018

    Cosa?Il ministero della Difesa dà contributi all’ANPI?Ma è vergognoso con tutto l’odio che vomita sui militari e sulle forze dell’Ordine,ancora gli si danno denari?VERGOGNA,almeno rispetto per chi ha dato la vita per questo paese e a quei poveretti di cittadini che l’hanno persa grazie a sedicenti partigiani.

  • gio 22 marzo 2018

    I soliti partigiani vigliacchi, feccia comunista. Ma prima o poi… come folgore dal cielo…

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