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Salvati tre panda rossi in via di estinzione: erano stipati in un furgone (video)

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  1. Federico Covella ha detto:

    Leggendo articolo e sucessivi commenti noto alcune mancate testimonianze, forse perche’ dimenticate, non conosciute o forse non vere. Scopriamole e parliamone, farem concorrenza al “sapientone” Angias, al quale appariranno vesciche nel fondoschiena dalla rabbia.
    Cosa piu’ importante, da non dimenticare mai ogni 10 Febbraio, e’ la “strage di Vergarola” (In Lingua Vergarolla, la spiaggia di Pola piu vicina al centro) Non sto’ a spiegarne l`infame accaduto, la cui storia e’ facilmente reperribile. Questo tragico avvenimento fu’ il colpo finale affinche’ molti Polesani o Polesi si decidessero a scappar via dalla loro citta’! Ormai completamente persa ed abbandonata pure dalle leggi degli alleati, che ne mantenevano controvoglia l`ordine. Quali alleanze la pianificarono ed acconsentirono? Non lo si sa tutt`oggi! Senz`altro uno dei componenti fu’ l`organizzazione della quale parla, in un commento qui’ sotto, l`amico Vier.
    Un`altra cosa, alla quale io credo, ma puo’ essere una storia raccontata dai vecchi in certi borghi istriani e’ questa: il TITO che abbiam conosciuto, non era lui il combattente originale, per la liberta’, ma un tipo feroce e di bella presenza, messo li apposta per sopratutto, odio all`Italia ed agli italiani. Si racconta che un giorno la vecchia madre di tito, quello vero, non vedendo da molto tempo il suo ormai famoso figlio, sempre in prima linea, cosi’ dicevano alla povera vecchia ormai completamente cieca, volle la sua presenza accanto al suo letto di moribonda. Le portarono il tito famoso lei, non potendolo piu’ vedere le chiese di porgerli le mani per toccarlo, lui gliele pose, lei appena toccate le respinse dicendo “tu non sei mio figlio”. La donna aveva ragione, suo figlio facendo da sempre il Fabbro, prima di buttarsi nella mischia a guidare coloro che lo stimavano, nelle battaglie di liberta’, con il suo lavoro aveva perso il dito mignolo sinistro e la madre ceca, prendendo tra le sue le di lui mani se ne accorse! Quell` uomo li davanti le dita le aveva tutte. Dimenticanza degli strateghi. Ultimo fatto, per corroborare il commento di Maurizio Turoli. (il quale mi fa un grande piacere abbia menzionato Norma Crossetto, della quale bisognerebbe parlarne di piu’ e ricordare anche lei ogni 10 Febbraio) Quando ero bambino e dopo i fatti di Vergarola eravamo andati, anche per questo fatto, ma non solo, a fare i profughi in Friuli, dopo vari anni tornavamo per le vacavze al paesino di partenza, in famiglia si raccontava delle “drugarize” (ragazze) che per dimostrare la loro ferocia ai compagni infoibatori ed assassini, leccavano il pugnale insanguinato dopo ogni esecuzione. Peggio del nero che a Macerata s`e’ assaggiato Pamela.

8 Febbraio 2018 alle 15:42

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