Antiquario organizza un furto di opere d’arte: nei guai anche un sacerdote

10 Gen 2018 13:25 - di Redazione

Furto, truffa e ricettazione: tocca diversi reati e si è tradotto in più di qualche capo d’imputazione il piano messo in opera da un antiquario e dai suoi complici per rubare dipinti e opere d’arte dallo studio di un avvocato a Città di Castello. Beffati, capo-banda e comprimari, da una maxi operazione dei carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno con i militari della stazione di Levane che, non solo hanno recuperato beni del ‘600 – per un valore circa 90.000 euro – e stanato i ladri, ma hanno inferto un sonoro stop al  traffico di opere d’arte nella provincia di Arezzo.

Furto di dipinti, coinvolto anche un sacerdote

Tra i primi individuati e arrestati, allora, un antiquario della zona, che è stato messo ai domiciliari, e che aveva diretto il furto, mentre suoi due complici sono stati denunciati per ricettazione e sottoposti all’obbligo di dimora. Un terzo denunciato è un sacerdote, accusato di ricettazione, che nascondeva i quattro dipinti rubati all’avvocato. L’attività di indagine iniziata nella seconda metà del 2017 ha consentito di concludere due importanti operazioni finalizzate alla repressione contro i furti in appartamento nel Valdarno. La refurtiva recuperata comprende opere d’ingente valore economico ed artistico che rischiava di finire in mano di mercanti senza scrupoli. I militari di Levane hanno iniziato le attività di indagine nel luglio scorso, dopo una denuncia contro ignoti presentata presso i carabinieri di Città di Castello (Perugia) da parte di un noto avvocato della cittadina umbra che aveva visto trafugati dal proprio studio tre quadri di grande valore, tutti risalenti al XVII secolo, più un quarto dipinto, sempre del 1600. L’antiquario, peraltro, deve essere stato uno dei primi sospettati durante le indagini, anche perché, già a seguito dei primi accertamenti, orientati inizialmente proprio verso il professionista di Montevarchi al quale l’avvocato umbro si era rivolto per la vendita del quarto quadro, è emerso come lo stesso antiquario, oltre a trattenere indebitamente il dipinto, avesse preso parte direttamente anche al furto presso lo studio del legale.

Le indagini e il recupero delle opere

I militari della stazione di Levane hanno rintracciato, poi, anche altri due complici dell’antiquario e identificato quale destinatario finale dei quadri di valore un sacerdote del Valdarno aretino, verso il quale sono stati ricettati tutti e quattro i quadri, del valore complessivo di circa 90.000 euro, pagati dal prelato solo poche migliaia di euro. Presso l’abitazione del sacerdote, sottoposta a perquisizione, alla quale ha partecipato anche personale specializzato del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dell’Arma, è stato prima rintracciato uno solo dei dipinti, e solo successivamente sono stati consegnati anche i tre quadri trafugati, dei quali era stata negato inizialmente il possesso. I quattro quadri del ‘600, raffiguranti un ragazzo in abiti d’epoca e dei “parrucconi” (uomini di legge), uno di dimensioni 2.20 x 1.50 metri, gli altri di dimensioni leggermente più ridotte (m. 1.20 x 0.80 e 1.30 x 1.00), saranno presto restituiti al proprietario che ha espresso particolare soddisfazione per l’operato dei militari valdarnesi. In una seconda operazione di servizio, i carabinieri hanno concluso il ritrovamento di tutti i libri trafugati in un furto nel mese di febbraio 2017 da una villa di una signora di Montevarchi.

 

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