“Repubblica” si rinnova e sceglie il Cav come testimonial: «Magari vince di nuovo»
Home livello 2 - di Viola Longo - 14 Novembre 2017 - AGGIORNATO 14 Novembre 2017 alle 19:15
Una «nuova veste grafica» e una App per «un quotidiano completamente ripensato, più chiaro e diretto». Il 22 novembre Repubblica si presenterà in edicola e sul web come «un giornale tutto nuovo», votato, si capisce, a sostenere la costruzione dell’Italia che verrà. Il lancio è accompagnato da una importante campagna pubblicitaria, che si apre un testimonial d’eccezione: Silvio Berlusconi.
“Repubblica” paragona il Cav a Napoleone
«È un vero e proprio ritratto dell’Italia quello che emerge dalla campagna pubblicitaria che lancia la nuova Repubblica», si legge nella paginata di presentazione del progetto, firmata da Filippo Ceccarelli, e al centro della quale campeggia una foto di Berlusconi sorridente e circondato da microfoni, su cui si legge «Passato o futuro?». Anche il lungo articolo che apre il battage per la “nuova” Repubblica è interamente dedicato al Cavaliere, fra toni epici e citazioni letterarie. «Ora, davvero non si vorrebbe esagerare, né scomodare i santi numi della letteratura», mette le mani avanti Ceccarelli, spiegando però subito dopo che «se c’è un uomo politico vivente cui potrebbe adattarsi lo sprint epico del settenario manzoniano, beh, è Silvione». Segue citazione del 5 Maggio: «Tutto ei provò: la gloria maggior dopo il periglio, la fuga e la vittoria, la reggia e il triste esiglio; due volte nella polvere, due volte sull’altar». «Che poi, a pensarci bene – chiosa il giornalista – le volte potrebbero essere perfino tre – e magari quattro con la prossima».
Presente o passato, purché ci sia «Silvione»
Ma non finisce qui: poco più avanti nel giornale ci si imbatte di nuovo nel faccione sorridente del Cavaliere. Si tratta esattamente della stessa immagine vista a corredo dell’articolo, solo che stavolta è a doppia pagina e senza commenti: è la campagna pubblicitaria vera e propria. «Scegli la nuova Repubblica, per capire ogni giorno di più». E nell’attesa che il “nuovo” giornale aiuti gli italiani a capire la complessità del reale, come spiegato dalle sue colonne, una cosa è già chiara: passato o futuro che sia, Repubblica non può fare a meno del Cav.
di Viola Longo
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