Roma nelle mani degli immigrati violenti: «Io, donna, presa a pugni sul bus»

lunedì 16 ottobre 12:11 - di Federica Argento

Viene da Roma l’ennesima notizia di aggressione ai danni di una donna che aveva appena concluso il suo turno serale di lavoro. Presa a pugni, picchita, insultata da uno straniero. Nell’indifferenza generale delle persone presenti sull’autobus. Nell’assordante silenzio dei bus di Roma, di quei mezzi pubblici troppe volte terra di nessuno dove i balordi fanno quel che vogliono: un’ emergenza che sta diventando troppo frequente. 

Il bus era pieno, ma nessuno è intervenuto

La donna, Giorgia Curcuruto, si era diretta verso la stazione Termini per poi salire su bus 409 in direzione di Torpignattara. “Erano le venti passate del 27 luglio – racconta oggi al Corriere della Sera – Stavo tornando. Uno straniero, forse del Marocco, non lo so con certezza, comunque anziano, mi ha messo le mani sulle spalle dicendo di lasciargli il posto. Gli ho risposto che già che me lo domandava in quel modo, senza un briciolo di educazione, allora la risposta era no: mi ha dato un pugno. Ho gridato, la gente sul bus si è girata dall’ altra parte”. Sentirsi sola in un momento in cui la solidarietà umana sarebbe l’unica consolazione a un degrado travolgente è forse umiliazione più forte del pugno dello straniero: è il pugno allo stomaco dei tuoi connazionali, quelli che dovrebbero stare dalla tua parte. Neppure l’autista del bus ha dato cenni di vita . “Ancora adesso – continu a- stento a credere a quello che mi è successo. Sono stata picchiata da uno sconosciuto e nessuno ha detto niente. Eppure tutti hanno visto, l’autobus era pieno. Almeno dopo il pugno qualcuno sarebbe dovuto intervenire. E invece nemmeno il conducente ha alzato un dito per difendermi, anzi se n’ è lavato le mani”, racconta accorata nell’intervista.

Minacce sul bus e all’ospedale

Il bello – si fa per dire- viene dopo, come raccpnta la madre della donna presa a pugni sul bus. «Lo straniero, dopo essere sceso, continuava a ripeterle che era solo una donna. Ora, qui non si può più dire nulla altrimenti ti danno subito del razzista ma io credo che fosse lui ad essere razzista con le donne“. Dopo che l’autobus è ripartito, l’aggressione si è ripetuta. Di nuovo. “Giorgia chiama a casa avvertendo di allertare i carabinieri. L’uomo lo capisce e cerca di strapparle il telefono dalle mani. Avendo capito che stavo chiamando le forze dell’ ordine mi strappava il telefono dalle mani e solo grazie all’ intervento di un ragazzo che consegnava le pizze e che si è fermato vedendomi in difficoltà me lo restituiva”, ha raccontato la ragazza. Ancora la serata non è finita per l’anziano marocchino. Al pronto soccorso l’uomo dà in escandescenza, alza la voce, minaccia tutti e alla fine decide di desistere e se ne va. Irrintracciabile. Rimane la paura. Racconta la mamma, Tiziana Curcuruto, al Corriere – e allora sapete che faccio? la chiamo ogni sera e mi faccio dire passo passo come sta andando il rientro. Almeno la seguo e lei non è sola”. Perché Giorgia è spaventata. “A darmi i brividi ancora adesso è l’ indifferenza della gente”

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