Mastella: “Rifaccio l’Udeur. L’ultima volta mi ha fatto fuori la Cia”

sabato 14 ottobre 17:30 - di Carlo Marini

«Farò politica. Non so se rifarò l’Udeur, ma ci sto pensando». A dirlo l’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che intervenuto a Direzione Nord in corso a Milano, chiarisce che se dovesse decidere di ridare vita alla formazione politica di cui fu leader, sarebbe «perché tutti quelli che sono stati con me sono stati maltrattati e vilipesi in questi anni. Ho un dovere nei loro confronti. Lo farei – chiosa – per una rivalutazione storica». A chi gli domanda un eventuale futuro partito che collocazione avrebbe, se centrodestra o centrosinistra, il sindaco di Benevento risponde: «La collocazione di Mastella rimane un mistero».

Mastella: “In un hotel romano mi avvicinò uno strano personaggio…”  

In un’intervista al Mattino, il politico di Ceppaloni è tornato sulla fine del governo Prodi. «Chiedo che il prossimo Parlamento apra una commissione d’inchiesta sulla fine del governo Prodi. Dovrebbe essere il Professore a invocarla, se solo avesse più coraggio, ma lo faccio io per lui», annuncia Mastella. «Quel governo aveva troppi nemici, non solo in Parlamento», dichiara l’ex Guardasigilli, che ipotizza addirittura un complotto internazionale: «Gli americani non è che amassero una compagine di lotta e di governo con dentro i comunisti estremi. Israele vedeva D’Alema a braccetto con i leader di Hamas. Il Vaticano apprendeva dei nostri Dico. Mi pare che tanto bastasse». «Nella veste di leader di partito tentai di riportare Sergio De Gregorio, poi condannato per la compravendita dei senatori, nel centrosinistra. Lo raggiunsi in un albergo romano e trovai con lui un italo-americano membro del Partito repubblicano», racconta Mastella. «Vicino a loro, c’era un personaggio che aveva tutta l’aria di essere della Cia. De Gregorio mi propose: “Perché non molli il governo? Gli americani te ne sarebbero grati”. Me ne andai».

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