Catalogna, Rajoy rompe gli indugi: «Pronti a revocare l’autonomia»

venerdì 20 Ottobre 15:49 - di

Cresce la tensione tra il governo spagnolo e la Generalitat catalana. Il premier Mariano Rajoy ha deciso di imprimere una sterzata allo stallo prodotto dai rispettivi tatticismi e ha annunciato che da domani la Moncloa, sede dell’esecutivo di Madrid, avvierà l’iter previsto dall’articolo 155. In parole povere, significa l’avvio del procedimento di revoca dell’autonomia politica alla Catalogna, dal momento che, ha spiegato, «non è possibile che vi sia una parte del Paese dove la legge non viene applicata». In ogni caso, ha tenuto a precisare, «l’utilizzazione dell’articolo 155 non presuppone l’uso della forza».

Rajoy lo ha annunciato a Bruxelles

Rajoy ha parlato da Bruxelles, al termine di una conferenza stampa seguita al vertice europeo tenutosi nella capitale belga. Il tema non era all’ordine del giorno del summit, ma Rajoy ha comunque incassato dichiarazioni di sostegno all’unità della Spagna da parte degli altri leader europei. «Siamo stati molto prudenti, abbiamo riflettuto, abbiamo lanciato avvertimenti e avvisi, ma non è accettabile che il governo violi la legge», ha affermato Rajoy, spiegando che le misure da portare avanti nell’ambito dell’articolo 155 saranno concordate con i socialisti del Psoe e Ciudadanos in un clima, pare di capire, di unità nazionale. L’obiettivo di queste misure è il ritorno alla normalità dopo settimane di crescenti tensioni con il rischio concreto della mutilazione del territorio dello Stato.

Patto con il Psoe per nuove elezioni in Catalogna

Il primo ministro spagnolo, tuttavia, non ha voluto commentare la notizia di un accordo con il Psoe per elezioni anticipate in Catalogna a gennaio. «Ci saranno misure e saranno concordate, ma saranno rese note domani», si è limitato a rispondere a chi gliene chiedeva conferma. Non si è invece tirato indietro,Rajoy, quando che si è trattato di fare il bilancio dei torti e delle ragioni. Ha infatti addebitato ogni responsabilità della crisi alla Generalitat catalana, che ancora si ostina a non chiarire se l’indipendenza sia stata o meno dichiarata.

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