Al Portonaccio 250mila multe illegali: prime condanne per il Campidoglio

sabato 21 Ottobre 15:38 - di

La corsi preferenziale di via del Portonaccio, a Roma, è stata realizzata «in spregio alla normativa vigente». Per questo il Giudice di pace ha accolto il ricorso di due automobilisti multati e condannato il Comune a pagare le spese legali. Ma la vicenda non è solo una questione di mobilità: per l’amministrazione, che colleziona una nuova figuraccia, si apre il rischio di dover restituire più o meno 23 milioni ai cittadini, l’incasso di due mesi di multe.

Al Portonaccio segnaletica «totalmente inadeguata»

Inaugurata il 20 aprile e dotata di telecamere dal 2 maggio scorsi, la corsia preferenziale si è subito trasformata in un salasso per i cittadini: nei primi due mesi sono stati multati in 250mila, per una cifra che va da 80 a 94 euro. Per il Giudice di pace che ha accolto il ricorso dei due cittadini, però, la responsabilità di queste infrazioni non si può attribuire agli automobilisti romani, perché la corsia riservata ai bus «non è stata preventivamente comunicata ai cittadini e la segnaletica orizzontale e verticale è totalmente inadeguata e invisibile, in spregio alla normativa vigente». Insomma, per il Giudice non c’è alcun dubbio sul fatto che il Comune non abbia lavorato come avrebbe dovuto.

FdI valuta un esposto alla Corte dei conti

Non solo. I 5 Stelle in Campidoglio erano al corrente di quanto stava avvenendo: le segnalazioni dei cittadini erano state raccolte dall’opposizione, che, prendendo atto dell’inadeguatezza della segnaletica, aveva presentato una mozione per il ritiro in «autotutela» delle multe elevate fino al 2 maggio. La mozione è stata approvata, ma le multe sono andate avanti lo stesso e quella corsia preferenziale «grazie ai grillini è diventata la più cara del mondo», ha commentato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune, Fabrizio Ghera, che con il suo gruppo era stato autore della mozione proprio per evitare che il pasticcio diventasse il disastro che si prefigura ora. La vicenda era anche arrivata anche in Parlamento, dove Forza Italia ha presentato una interrogazione al ministro dei Trasporti. «Vista la valanga di ricorsi direi che per i 5 Stelle si mette male», ha commentato ancora Ghera, spiegando che «valuteremo la possibilità di presentare un esposto alla Corte dei conti».

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