Renzi perde pezzi in Sicilia: 40 giovani Pd lasciano il partito
Home livello 2 - di Redazione - 28 Settembre 2017 - AGGIORNATO 28 Settembre 2017 alle 15:04
Sono 40 i Giovani Democratici della provincia di Catania che hanno deciso di non rinnovare la tessera e uscire dal Pd, guidati da Federica Barbato, segretaria GD di Pedara, e da Salvatore Trovato, responsabile università dei GD di Catania e candidato al Senato Accademico alle ultime elezioni universitarie. Con loro, ragazzi e ragazze provenienti da più Comuni della provincia, «stanchi ormai della linea politica del Partito democratico e non convinti del clima che vi si respira all’interno, specie nella realtà catanese, dove il peso delle correnti e delle segreterie politiche ha soffocato il dibattito interno e reso il partito un vuoto contenitore lontano dai bisogni e dalle esigenze delle persone».
«Il Pd è schiavo delle correnti»
Un gruppo che guarda con interesse al «percorso unitario a sinistra» guidato da Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista, concretizzatosi in Sicilia nella candidatura alla Presidenza della Regione siciliana di Claudio Fava. «La scelta di non rinnovare, dopo tanti anni e dopo averci così tanto creduto, è molto sofferta – dice Federica Barbato – oggi, purtroppo, il Pd è un ambiente chiuso e diviso, dove si decide senza discutere, ormai estraneo al contesto politico e sociale. Nel nostro territorio poi la situazione raggiunge il colmo: si è ridotto a sigla vuota, dove i capi correnti più che a compagni di partito si atteggiano a rappresentanti di sottopartiti correntizi in lotta fra di loro».
«Lasciamo il Pd per respirare aria fresca»
«Penso sia una scelta di coerenza difficile sì, ma molto significativa e sono convinto che presto si uniranno a noi tanti altri – aggiunge Salvatore Trovato – sentivamo l’esigenza di ritrovare un ambiente positivo dove fare politica. Appoggiare Claudio Fava è come respirare aria fresca ed è finalmente l’occasione per ritornare a fare una politica veramente vicina ai bisogni delle persone e davvero libera di gridare alle persone ciò che pensa».
di Redazione
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