Roma, ecco la truffa dei finti avvocati: «suo figlio ha fatto un incidente…”

22 Giu 2017 13:24 - di Roberto Frulli

E’ l’ultima frontiera della truffa. Fingere che una persona sia rimasta coinvolta in un incidente per spennare i parenti preoccupati. E’ quello che sta accadendo da qualche tempo nel quartiere borghese di Prati a Roma dove si trovano tutti gli uffici giudiziari capitolini e la quasi totalità degli studi legali penali e  civili. Un dettaglio  che spiega, in qualche maniera, perché la truffa viene portata a segno proprio in questa zona della città che pullula di avvocati.
«Suo figlio ha provocato un incidente grave, è in ospedale trattenuto dalle autorità, per evitare l’arresto deve pagare», si è sentita dire, per ben due volte, nell’arco di un mese e mezzo, da finti avvocati al telefono che hanno tentato di estorcergli denaro, una coppia di anziani coniugi, lui 83 anni e lei 70, residenti nel quartiere romano di Prati.
La truffa, già nota da qualche tempo, sembra diventata una vera e propria emergenza nella zona secondo quanto denunciano i residenti.

«Quando siamo andati alla caserma dei carabinieri di piazzale Clodio a sporgere denuncia un mese e mezzo fa c’era la fila per le persone che avevano subito questo tipo di truffa – racconta il figlio della coppia, Stefano C. – c’era anche un anziano di 90 anni a cui purtroppo i truffatori hanno estorto 4mila euro».

«Fortunatamente – spiega Stefano C. – ai miei genitori è andata bene, perché io abito in un appartamento al piano di sopra dello stesso palazzo e quel giorno ero a casa quando mia madre venne contattata telefonicamente da due sedicenti avvocati che le dicevano che io avevo provocato un grave incidente stradale, ero in ospedale e trattenuto dalle autorità – prosegue – Per evitare l’arresto, secondo lo pseudo avvocato al telefono, serviva una somma di denaro che avrebbero dovuto venire a riscuotere a casa».

«A un certo punto hanno interrotto la telefonata fingendo di passargli me e si sentiva una voce che urlava “mamma aiuto, dai tutti i soldi all’avvocato” – continua Stefano – Mia madre, in lacrime e in stato di panico totale è salita su e ha suonato al campanello del mio appartamento. Io fortunatamente ero in casa e abbiamo capito cosa era accaduto. Ieri è avvenuto di nuovo con la stessa telefonata arrivata ai miei genitori con l’unica differenza che questa volta parlava una donna, mentre la volta precedente era stato un uomo a chiamare».

«La cosa più preoccupante è che mia madre è convinta di aver sentito davvero la mia voce al telefono la prima volta – aggiunge Stefano C. – Quando lo abbiamo raccontato ai carabinieri ci hanno detto che è una cosa che accade di frequente: approfittano del momento di panico per simulare una voce lagnosa e fingono di farli parlare con il figlio».

«E’ una tecnica studiata e collaudata, un po’ come la truffa dello specchietto – prosegue – L’altro giorno a una mia amica hanno rubato la borsa nella macchina dopo aver colpito lo specchietto mentre era sulla Salaria: appena è scesa dall’auto per vedere cosa fosse successo è passato il ladro che le ha sfilato la borsa rimasta in macchina. Ormai Roma sembra il far west…».

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