In Italia in 5 milioni soffrono di emicrania: da una tossina la speranza

venerdì 12 maggio 18:42 - di Redazione

In Italia 5 milioni di persone soffrono di emicrania. Le donne sono le più colpite: il 18% rispetto al 9% degli uomini. L’impatto sulla qualità della vita è rilevante: secondo uno studio multinazionale condotto su giovani donne emicraniche, il 71% non riesce a svolgere attività lavorativa o scolastica. Con costi diretti per il Sistema sanitario nazionale di più di 2,5 milioni di euro, e indiretti di circa 20 miliardi l’anno. Ma ancora più invalidante è l’emicrania cronica, caratterizzata da un dolore che si protrae per più di 15 giorni al mese, che colpisce 800 mila italiani, circa l’1-2% della popolazione. Ma l’impiego della tossina botulinica di tipo A, unico farmaco oggi approvato per l’indicazione dell’emicranica cronica, riesce a ridurre il periodo di disturbo per oltre la metà. E’ quanto emerso nell’incontro Gestione dell’emicrania cronica: trattare prima per ridurre il peso della malattia, organizzato da Allergan alla Casa del Cinema a Roma. “La tossina botulinica di tipo A (Onabotulinumtoxin A) è stata approvata qualche anno fa ed è disponibile in commercio con le indicazioni per l’emicrania cronica – spiega Cristina Tassorelli, professore associato di Neurologia dell’Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Scienze neurologiche del comportamento -. E’ un farmaco che ha diversi vantaggi perché non si prende per bocca ma viene somministrato con delle piccole punturine a livello della fronte, muscoli delle tempie, muscoli posteriori e del collo e il trattamento va fatto ogni 12 settimane. Inoltre, al di là dell’efficacia dimostrata in studi clinici controllati, è molto ben tollerato”. “Gli effetti collaterali sono minimi, transitori e relativi alla puntura, non ci sono effetti collaterali sistemici – prosegue Tassorelli – Il farmaco non da incontinenza né bruciore allo stomaco e il beneficio inizia già dopo la prima settimana comunque nel primo mese e dura per qualche mese. Dopo 12 settimane bisogna ripetere il trattamento per mantenere il beneficio. L’esperienza clinica ha dimostrato che la somministrazione ripetuta potenzia l’effetto: i pazienti passano da 28 giorni di mal di testa al mese a 20 con il primo trattamento, poi a 15-10. Si tratta di più di metà vita regalata”.

L’abuso di farmaci tr le cause dell’emicrania

La pratica clinica induce inoltre gli esperti a pensare che il farmaco sia più efficace nei pazienti in cui il trattamento è avvenuto in fase precoce, vicino ai primi episodi di emicrania cronica. Ma quali sono i campanelli di allarme? “L’80% degli emicranici cronici abusa di farmaci – osserva Paolo Martelletti, professore associato di medicina interna dell’Università sapienza di Roma – Dunque, non bisogna sottovalutare l’aumento dell’uso di analgesici non controllato, l’aumento naturale della frequenza delle crisi e soprattutto la mancanza di controllo immediato di queste crisi: l’emicrania nella forma cronica va curata con farmaci di riduzione della frequenza delle crisi, che non sono gli analgesici”. In questo senso la diagnosi precoce assume un rilievo fondamentale: “E’ importantissima – osserva ancora Martelletti – Tutti gli emicranici tendono spontaneamente a cronicizzare e poi c’è la componente della presenza di emicranici in famiglia. Non bisogna sottovalutare i primi attacchi con nausea, vomito, disturbo della luce, e ricerca del buio, ma cominciare a gestire i giovani pazienti in modo adeguato con farmaci di primo livello”. Sono molti infatti in presenza di mal di testa a ricorrere all’automedicazione attraverso l’utilizzo di analgesici, con rischi associati a un uso prolungato e spesso inappropriato della cura. “L’emicrania cronica è in genere l’evoluzione negli anni di una forma episodica che lentamente aumenta di frequenza e tenta di occupare tutto il mese del paziente – osserva Francesco Pierelli, professore ordinario di Neurologia dell’Università Sapienza di Roma – con un impatto sulla qualità della vita molto pesante perché il paziente ha difficoltà lavorative e familiari collegate alla presenza di questi mal di testa, inoltre fa spesso un uso eccessivo di farmaci analgesici con tutti gli effetti collaterali che possono comportare”.

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