Sono 5 i casi in cui il lavoratore può denunciare il capo per mobbing

giovedì 27 Aprile 15:38 - di

Il lavoratore può denunciare il datore di lavoro, il capo, o i colleghi per mobbing se ha subito una serie ripetuta di condotte illecite che hanno leso la sua dignità. Una recente sentenza della Cassazione (n. 2142/17) – riferisce il sito d’informazione legale La legge per tutti – ha stabilito i cinque fattori principali che devono sussistere affinché si possa parlare di mobbing.

Ecco quando si verifica mobbing

1) Comportamenti ostili in serie;

2) La ripetitività delle vessazioni per un congruo periodo di tempo: è stato ritenuto congruo un periodo pari a circa sei mesi;

3) La lesione della salute e della dignità del dipendente (ad esempio il disturbo di adattamento o la depressione);

4) Un rapporto di causa-effetto tra le condotte del datore e il danno subito dalla vittima: il secondo deve cioè essere conseguenza delle prime e di nient’altro;

5) L’intento persecutorio che collega tutti i comportamenti illeciti.

La sentenza specifica che il mobbing esiste nel caso di condotte poste in essere “con dolo specifico, ovvero con la volontà di nuocere, infastidire, o svilire un compagno di lavoro, ai fini del suo allontanamento dall’impresa”. Tra i casi di mobbing vi sono il demansionamento, per cui il lavoratore viene costretto a svolgere mansioni di livello inferiore rispetto a quelle per cui è stato assunto, l’emarginazione sul lavoro, le continue critiche, la persecuzione sistematica, l’irrogazione di sanzioni disciplinari e le limitazioni alla possibilità di carriera.

Il lavoratore può agire contro l’azienda

Il lavoratore che vuole agire contro l’azienda per mobbing deve provare la volontà persecutoria e il piano vessatorio messo in atto dal datore di lavoro o dai colleghi. Dal punto di vista difensivo il dipendente può ricorrere a diverse strategie: dimettersi per giusta causa e ottenere l’assegno di disoccupazione, rifiutarsi di lavorare oppure presentare un ricorso urgente in tribunale (cosiddetto articolo 700 del codice di procedura civile) chiedendo il risarcimento del danno.

Commenti

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  • Michele 9 Gennaio 2020

    Buon giorno,circa due anni fà, mi sono licenziato perche il mio diretto superiore mi insultava e di continuo diceva che ero un buono a nulla. Quando hanno fatto gli aumenti di stipendio non sono stato messo nella lista perchè diceva che non me lo meritavo. Ho preso la decisione di cambiare ditta,però al minimo rimprovro mi sentivo e mi sento come un buono a nulla, e prima non mi e mai capitato.Di tutto questo ho testimoni, ex colleghi che come me se ne sono andati e ex colleghi che continuano a subire.Detto ciò,posso denunciare il personaggio che mi ha trattato in questo modo? Visto che in due anni ho cambiato tre posti di lavoro perchè al minimo rimprovero stavo male? Grazie per l’attenzione

  • Gibi Ddd 20 Settembre 2019

    il mio capo pretende un servilismo assoluto, da tutti, minaccia voi non dovete pensare, lo faccio io per voi, quindi interferisce sulla timbratura, sui permessi, sulle ferie, sulla malattia, nel senso che tutto lo deve decidere lui, altrimenti emetterà provvedimento disciplinare. Gestiamo programmi di ditte esterne per la gestione di documenti altrimenti impossibili da gestire, Egli detiene l’accesso SUPER ovvero puo autorizzare l’uso del programma a noi dipendenti, a me personalmente ha messo delle limitazioni, ma egli stesso ne ignora l’utilizzo effettivo, il programma per lui e’ tabù pero si arroga la conduzione. Non ne conosce le potenzialita nè si impegna per venirne a conoscenza. Di contro si comporta come se fosse Attila, entra e esce quando gli pare, utilizza i veicoli non suoi a suo piacimento, oltrtutto mi fa fare lavori fuori dalle mie comptenze, senza ma i farmi una bozza, ma dandomi ordini orali. E’ arrogante, presuntuoso, un despota che non rispetta nessuno. Ha superato il concorso da netturbino 30 anni fa ora è dirigente nell’ente locale. Dopo che è stato cacciato da tutti gli uffici per scarsa applicazione e per ignoranza dichiarata. ditemi voi.