Elezioni a Palermo, La Russa: «Ismaele La Vardera è il nostro Dybala»
Home livello 2 - di Giorgio Sigona - 20 Aprile 2017 - AGGIORNATO 20 Aprile 2017 alle 22:18
Tappa a Palermo per i leader della Lega e di Fratelli d’Italia. Matteo Salvini e Giorgia Meloni saranno nel capoluogo siciliano a maggio per sostenere la candidatura a sindaco di Ismaele La Vardera. Ad annunciarlo è stato l’ex Iena a margine di una conferenza stampa nel suo comitato elettorale. «Le date dei due appuntamenti non sono ancora state ufficializzate – ha detto La Vardera– Ma entrambi i partiti stanno lavorando per mettere a punto due grandi appuntamenti aperti alla città».
La Russa su Ismaele La Vardera
«Ismaele è il nostro Dybala. Per vincere servono coraggio, innovazione, passione ed entusiamo sposati ovviamente con la capacità. Il nostro incontro con Ismaele è stato un colpo di fulmine, abbiamo individuato in lui tutte le caratteristiche che servono per vincere e amministrare una città», ha detto Ignazio La Russa. «Qualcuno ci dice che è troppo giovane e troppo inesperto, lo dicevano anche di Dybala, che, invece, ha ridicolizzato i golia del calcio europeo. Noi sfidiamo gli analisti a riflettere che nulla è impossibile per chi ha qualità e passione – ha aggiunto La Russa – e il mio auspicio è che questa sfida amministrativa a Palermo possa concludersi come quella di Dybala, che ce l’ha fatta ad arrivare contro i pronostici iniziali».
«Noi non ci chiudiamo nel recinto del nostro partito. La nostra vocazione è stata sempre quella di cercare di unire il centrodestra e le uniche fratture si sono avute quando Forza Italia con il Patto del Nazareno veleggiava in sintonia con il centrosinistra. Qui a Palermo non c’era possibilità di individuare un candidato comune, che rispecchiasse i nostri valori e la nostra concezione della politica», ha aggiunto La Russa. «Orlando è considerato un usato sicuro ma dopo cinque anni l’usato diventa non da rottamare ma sicuramente meno sicuro». E Ferrandelli? «Fernandelli – ha detto scherzando sul cognome dell’ex dem appoggiato da forzisti e cuffariani – non si sa se sia più don Camillo o Peppone. Ha fatto entrambi e noi i fritti misti se non sono di pesce fresco non li gradiamo».
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