Trafficanti “coast to coast”: portavano la droga dall’Albania all’Italia

1 Feb 2017 12:14 - di Lorenza Mariani

Si erano organizzati da una parte all’altra delle coste italiane e albanesi, Ciro Del Bravo, 48anni, di Manfredonia, e Ismail Shequ, albanese, di 26 anni, sono stati arrestati nelle acque territoriali al timone di un natante proveniente dagli approdi albanesi e carico di  oltre 1000 chilogrammi di marijuana. L’accusa per loro è di associazione a delinquere a carattere transnazionale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti: l’organizzazione, infatti, avrebbe voluto fare sbarcare la droga in una insenatura di Vieste, in provincia di Foggia.  

Traffico di droga, l’indagine “Coast to coast”

E allora, non per niente l’operazione che ha portato la Polizia di Stato di Foggia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, ad arrestare 13 persone accusate di far parte di una organizzazione italo-albanese, è stata chiamata Coast to coast, perchè il traffico di enormi quantità di stupefacenti avveniva tra le sponde dei due paesi. E infatti, tra gli episodi più significativi avvenuti nel corso delle indagini iniziate nel 2014 e svolte dalla Squadra mobile di Foggia e dal commissariato di Manfredonia, c’è il sequestro riportato in apertura, degli oltre 1000 chilogrammi di marijuana, a cui è seguito come detto l’arresto dei due conducenti dell’imbarcazione, un italiano e un albanese.

Traffico e trafficanti di droga dall’Albania all’Italia

I destinatari sono residenti nei comuni di Manfredonia, Cerignola, Monte Sant’Angelo, San Severo e Barletta. Non solo. un ulteriore riscontro dell’attività della banda sgominata con l’operazione Coast to coast – e dunque un ulteriore arrstato e un altro capo d’imputazione inflitto sulle teste deiìgli indagatiu – si è avuto nel luglio del 2014, quando è stato arrestato per detenzione di oltre 10 chilogrammi di marijuana e di due fucili e del relativo munizionamento, Antonio Frattaruolo. Ma, da quanto trapela da ambienti investigativi, esponenti all’apice dell’organizzazione criminale erano Libero Frattaruolo e Gaetano De Vivo che avrebbero avuto come riferimenti, al fine di procacciare l’ingente stupefacente dall’Albania, Roland Lame e Fabio Lame, rispettivamente padre e figlio che, durante le indagini, hanno dimostrato di avere importanti canali di collegamento con vari trafficanti albanesi.

I membri dell’organizzazione italo-albanese sotto inchiesta

Al termine dell’inchiesta il carattere associativo è stato contestato in particolare a Libero Frattaruolo, Roland Lame, Fabio Lame, Gaetano De Vivo, Antonio Frattaruolo. L’organizzazione ha avviato un proficuo canale di spaccio con persone di indubbio rilievo della criminalità organizzata di San Severo, e cioè Daniele De Cotiis e Severino Testa. Molti dei destinatari delle misure cautelari hanno precedenti specifici, Libero Frattaruolo, per esempio, ha un precedente per associazione mafiosa. Roland Lame, Fabio Lame e  Ismail Shequ sono invece stati colpiti anche da un’altra misura cautelare nell’operazione “Illiria”, coordinata dalla Dda di Bari. Ce ne è, insomma, per indagare e approfondire ulteriormente…

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