Berlino, è strazio a Sulmona per Fabrizia. Il padre: «Non mi illudo»

20 Dic 2016 20:06 - di Redazione

Una tragedia vissuta di notte, da soli, con l’angoscia nel cuore, quella di avere la figlia tra le vittime della strage avvenuta a Berlino: è toccata alla famiglia di Fabrizia Di Lorenzo – la 31enne di Sulmona risultata dispersa dopo l’attentato col tir – con i genitori che hanno allertato per primi la Farnesina, e che grazie all’aiuto dei carabinieri, hanno capito, dopo poche ore, che la figlia si era trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Fabrizia viveva e lavorava in una azienda di trasporti a Berlino. In Germania dal 2013, aveva anche fatto l’Erasmus in questo Paese. Si era laureata a Roma in Mediazione linguistico-culturale e dopo la prima triennale si era spostata a Bologna per finire gli studi in Relazioni internazionali e diplomatiche. Il suo cellulare è stato ritrovato vicino al luogo dell’attentato: un ragazzo l’ha trovato e consegnato alla polizia. Oggi non si era presentata al lavoro.

“Abbiamo capito – dice affranto il padre di Fabrizia, Gaetano – che era finita stanotte all’una e mezza: siamo stati noi a chiamare la Farnesina, ma l’aiuto più grande ce lo hanno dato i carabinieri di Sulmona. Ci siamo mossi con i nostri canali, ma da quanto mi dice mio figlio da Berlino, non dovrebbero esserci più dubbi – afferma trattenendo a stento i singhiozzi -. È lì con mia moglie in attesa dell’esame del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo”. Gli appelli lanciati sui social network dai parenti in cerca di notizie erano rimasti senza risposta.

Nel 2014 la giovane donna aveva anche collaborato con Berlino Magazine, il sito online in italiano di cultura e attualità, che ha prontamente lanciato un appello sulla sua pagina Facebook, per provare a rintracciarla. Nel pomeriggio, mentre si diffondeva anche sui mass media la notizia delle ricerche di Fabrizia, il ministro degli esteri Angelino Alfano, aveva preannunciato l’eventualità che tra le vittime ci fosse una persona di nazionalità italiana. “Abbiamo indicazioni – aveva detto – che ci portano a non escludere in questo momento l’ipotesi che ci possa essere una vittima italiana”. Ma “attendiamo” le informazioni della magistratura tedesca sull’identità delle vittime. La madre e il fratello di Fabrizia erano partiti già ieri sera per Berlino per essere sottoposti all’esame del Dna, e saranno raggiunti in tarda serata dal padre.

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