Sisma, all’obitorio di Rieti ci sono ancora due salme non identificate

1 Set 2016 18:31 - di Redazione

Due vittime del sisma non hanno ancora un nome e al momento nessuno si è ancora recato all’obitorio dell’ospedale di Rieti a riconoscerle. Le due salme, appartenenti a un uomo e a una donna, sono state recuperate tra le macerie di Amatrice e attendono ancora di essere identificate. Un giallo che va avanti da giorni e che la prefettura di Rieti sta cercando di chiarire insieme agli esperti del Ris dei carabinieri. Il primo dato relativo alle salme non identificate, diffuso nei giorni scorsi, parlava di nove corpi. L’ultimo aggiornamento della prefettura è di mercoledì e riporta 239 salme identificate e sette ignote. Ora attraverso la comparazione del dna, è stato possibile attribuire un nome ad altre cinque salme, dunque ne rimangono solo due. La procura di Rieti non esclude che si possa trattare di due cittadini stranieri.

Sisma, ricostruita la prima immagine in 3D della faglia

E mentre si cerca di dare un nome alle ultime due vittime, su un altro versante si studiano le caratteristiche del terremoto che alle 3.36 del 24 agosto ha colpito il Centro Italia e ha prodotto finora 3.400 repliche. È arrivata la prima immagine in 3D della faglia all’origine del sisma. La ricostruzione di ciò che è avvenuto in profondità è stata ottenuta dalle misurazioni da satellite dei movimenti della superficie. Il video è stato realizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e pubblicato online. Nell’immagine è possibile identificare la scossa principale, quella di magnitudo 6, con un punto rosso e in viola gli altri eventi rilevanti. In nero sono visibili tutte le oltre 3.000 repliche localizzate dalla Rete Sismica Nazionale di Ingv fino al 29 agosto. I colori sul piano di faglia indicano il valore dello scorrimento relativo dei due lembi di crosta terrestre sui due lati della rottura, variabile tra il grigio (nessun movimento) e il blu (equivalente a 1.3 metri). Il paese di Accumoli si trova sulla verticale dell’area di massimo scorrimento sulla faglia (area blu più superficiale). La traccia della faglia sorgente individuata è molto vicina alle tracce delle faglie del M. Gorzano/Laga, a sud, e alla faglia del M. Vettore a nord.

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