“No al burkini in nome della laicità”: la sfida francese all’islamizzazione
Home livello 3 - di Redazione - 20 Agosto 2016 - AGGIORNATO 20 Agosto 2016 alle 17:20
L’immigrazione islamica ha cambiato la laicità francese
Il burkini è una sfida alla laicità
«All’intransigenza cattolica del XVIII e XIX secolo era subentrata l’intransigenza della Repubblica. Ma quando la comunità musulmana è diventata sempre più importante, la reazione è stata quella di ricercare una coesione culturale e c’è stata un’inedita sovrapposizione tra i discorsi sulla laicità e quelli sulle radici cristiane. Aveva cominciato l’estrema destra, ma da una decina d’anni la questione si è riproposta con forza anche a sinistra». Paura dell’Islam? «Non solo. Anche delle fratture interne. E della decadenza». Se la Francia avrà l’Olimpiade del 2024 vieterà alle atlete musulmane di gareggiare con velo e burkini? «No, non infrangerà le regole internazionali. Inoltre c’è un’ambivalenza nella laicità: lo Stato ha scoperto di avere bisogno dei culti religiosi per gestire la società».
di Redazione
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