Traviata dai jihadisti e liberata dai curdi. Storia di una giovane svedese

martedì 23 febbraio 18:40 - di Redazione

Traviata dai jihadisti e liberata dai curdi. Forse. O forse no. La storia: era stata “traviata” dal suo ragazzo, che dalla Svezia l’aveva convinta a seguirlo in Siria e poi a Mosul, roccaforte dei seguaci dello Stato islamico. Poi l’adolescente è stata “messa in salvo” dalle forze curdo-irachene nel nord dell’Iraq, in circostanze che non sono state ancora chiarite. Il racconto dell’operazione di “salvataggio” della 16enne Marlin Stivani Nivarlain, della cittadina svedese di Boras, è riferito dal governo autonomo di Erbil, che oggi ha diffuso alla stampa un comunicato e una foto della giovane ragazza, anche se per ora non vi sono fonti indipendenti sul terreno in grado di confermare l’autenticità del governo curdo-iracheno. Ma una fonte curdo-irachena, citata dal quotidiano della cittadina originaria della ragazza, il Boras Tidning, non esclude che la giovane traviata sia stata liberata dietro al pagamento di un riscatto. Le autorità svedesi finora non hanno fornito conferme dei dettagli della vicenda ma rivelano di essere state informate l’estate scorsa del fatto che “un minore svedese si trovava in Siria”. E che erano in contatto con i familiari. Il Boras Tidning afferma che il compagno della giovane si era recato in Siria per unirsi a “un gruppo legato ad Al Qaida“. Questo escluderebbe che i due fossero sin dall’inizio diretti in un territorio dell’Isis, bensì nelle regioni controllate dall’ala siriana di Al Qaida, rivale dello Stato islamico e presente nel nord e nord-ovest della Siria. Altre fonti di stampa svedesi riferiscono che Marlin non era proprio stata traviata, ma aveva lasciato Boras nel maggio del 2015, quando aveva 15 anni ed era incinta. Un dettaglio non confermato in maniera ufficiale. E aggiungono che la ragazza era stata catturata dall’Isis nell’agosto del 2015 a est della città siriana di Aleppo. Media curdi affermano che la giovane era stati catturata dall’Isis in Siria e che da lì era stata condotti a Mosul. Secondo Erbil, la giovane è stata messa in salvo dalle forze anti-terrorismo curde il 17 febbraio scorso in un’area tra Mosul e l’area controllata dalle milizie curdo-irachene. I familiari della giovane e il governo di Stoccolma, si legge nel comunicato del governo autonomo curdo-iracheno, sono in contatto con la ragazza e con le autorità di Erbil per il suo rimpatrio. “E’ assistita con cura secondo il rispetto del diritto internazionale”, assicurano le forze curde. Traviata e liberata? Chissà. Vedremo

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