Condannati due writers a Milano. Solo a Roma non si fa niente
Cronaca - di Augusta Cesari - 10 Febbraio 2016 - AGGIORNATO 10 Febbraio 2016 alle 15:02
Il Tribunale di Milano ha condannato a 6 mesi di reclusione e al risarcimento dei danni, più la rifusione delle spese legali, due writers, un tedesco di 23 anni e un turco di 29, che avevano imbrattato, il 18 maggio del 2014, un treno della metropolitana milanese nel deposito di San Donato (Milano). Lo rende noto l’Atm che aveva denunciato i due graffitari. I giovani erano stati sorpresi dagli uomini della sicurezza dell’azienda di trasporti. Avevano 15 bombolette spray, due macchine fotografiche e una videocamera. Per l’Atm è «una sentenza significativa. Una battaglia che – prosegue la società – grazie alla sinergia tra tutti i soggetti in campo (Atm, Comune di Milano, Forze dell’Ordine, Procura) e all’impegno del magistrato Elio Ramondini, sta portando i frutti sperati: il numero di condanne sia in campo civile, sia in campo penale, sono aumentate, con tempi dei processi molto più rapidi, e gli imbrattamenti sono diminuiti. Finalmente si è lanciato l’importante messaggio che anche su questi tipi di reati vi è una certezza della pena». Purtroppo lo stesso coordinamento di forze non c’è nella Capitale, dove da tempo i vagoni della metro vengono imbrattati dai writers e anche danneggiati. Ma a Roma la certezza della pena per questo genere di dannggiamenti della cosa pubblica è ancora una chimera. Si segnala solo una retata nell’ottobre scorso dopo mesi e mesi di di indagini nelle varie stazioni delle metropolitane . Ma dopo quell’operazione i writers possono dormire sogni tranquilli a Roma. Basta fare un giro in metro per credere.
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