A 88 anni si laurea con 110 e lode e una tesi su Dante e Foscolo

15 Feb 2016 14:20 - di Redazione

Esplode l’applauso per il 110 e lode di Anna Valanzano Carcaterra, 88 anni quasi, ora dottoressa in Filologia italiana, con laurea magistrale. Dopo una vita dedicata al suo lavoro di maestra, ai figli e alla famiglia, cinque anni fa la signora Anna ha deciso di realizzare un desiderio: laurearsi. Così si è iscritta alla Facoltà di Lettere dell’Ateneo Federico II. Il primo traguardo è stato chiudere i primi tre anni, poi la laurea magistrale. «Emozionata? Non lo ero, poi ho visto le telecamere, i giornalisti e mi sono detta: “Allora è una cosa proprio importante”». Con lei ci sono le sue amiche, i figli, i suoi nipoti. Tutti fieri di questa donna che ha mostrato la forza del suo carattere decidendo di laurearsi per realizzare un sogno.

Si laurea a 88 anni: «Spesso gli studenti mi hanno scambiata per docente»

«Mi hanno scambiata spesso per una docente – racconta – Soprattutto i primi tempi, quando entravo in aula i ragazzi pensavano che avrei tenuto io il corso». Poi l’hanno conosciuta e, con tanti di loro, è nata un’amicizia. «Mi parlavano delle loro preoccupazioni, dei loro timori – dice – Li ho sempre esortati a non arrendersi, a continuare». In mezzo ai ragazzi “sono ringiovanita”, sottolinea. La sua tesi in Filologia italiana si intitola Dante nella produzione letteraria e nell’attività creativa di Ugo Foscolo. Il relatore è Andrea Mazzucchi, ordinario della cattedra di Filologia italiana, ha 44 anni. Giusto la metà degli anni della sua neolaureata. «Un’esperienza rara e di grande gratificazione – afferma – la signora Anna ha dimostrato tenacia e passione, che sono stati la sua chiave di volta per andare avanti e concludere il suo percorso. È per tutti un esempio di tenacia e costanza». «La signora Anna è un esempio soprattutto per i giovani – conclude il rettore della Federico II, Gaetano Manfredi – A volte si racconta la favola che laurearsi non serve, ma se una donna di 88 anni ha deciso di laurearsi significa che il nostro futuro è fatto di cultura e competenza».

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