Saldi, avvio deludente: non c’è stata l’attesa impennata degli acquisti

3 Gen 2016 18:44 - di Redazione

Saldi, il responso dei registratori di cassa è chiaro: nessuna enfasi negli acquisti da parte dei consumatori. Forse davvero gli italiani ormai avvezzi alla crisi hanno imparato a riformulare la lista delle priorità, relegando nel riquadro del superfluo quello che prima della recessione stringente era di ordinario utilizzo. Parola di Adusbef e Federconsumatori che, nella circostanza, pur sottolineando l’avvio deludente delle svendite d’occasione, colgono al volo l’opportunità di rilanciare la richiesta della liberalizzazione dei saldi.

Saldi, avvio deludente

“Se l’andamento dei saldi si confermerà in tutta Italia cosi come si sta configurando nelle quattro regioni in cui il processo ha già avuto luogo, si confermeranno tutte le previsioni effettuate dall’Osservatorio Federconsumatori per quest’anno. Infatti la situazione delle famiglie è tale da non permettere sia, per quanto abbiamo visto, i consumi natalizi che sono scesi dell’1,6%, sia una impennata degli acquisti in saldo”. Ad affermarlo, in una nota congiunta, Adusbef e Federconsumatori che, a stretto giro, ribadiscono anche come sia “ancora troppo elevata la percentuale della disoccupazione, a partire da quella gravissima dei figli e nipoti che sono assistiti dalle famiglie, con relativa e rilevante perdita del loro potere di acquisto”.

La proposta di liberalizzazione dei saldi

Proprio in queste motivazioni risiede, per le due associazioni di categoria, il fatto che una fetta dei cittadini non ha fatto acquisiti a Natale per poter spendere (di meno) con gli sconti attuali, “facendo sì che la percentuale di chi utilizzerà i saldi invernali possa comunque aumentare sino al 38% coinvolgendo 9 milioni e 100 mila famiglie, mantenendo una spesa media a famiglia di 179 euro. Insistiamo quindi – concludono quindi Adusbef e Federconsumatori – per una totale liberalizzazione dei saldi nel prossimo futuro, non solo per aiutare la ripresa dei consumi, ma anche per evitare varie operazioni di saldi mascherati che producono concorrenze sleali all’interno della categoria, oltre a discriminazioni inaccettabili all’interno della stessa clientela”.

 

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