Prima le unioni civili e poi in cambio un ministero a NCD: la mossa di Renzi

7 Gen 2016 8:59 - di Redazione

II dicastero per gli Affari Regionali finirà molto probabilmente a Dorina Bianchi, deputata del Ncd ma con esperienza politica “bipartisan” visto che nel 2001 viene eletta in Parlamento con la Casa delle Libertà, nel 2006 con l’Ulivo, nel 2007 passa al Pd, nel 2011 al Popolo delle Libertà e nel 2013 finisce al Ncd.

Il mini rimpasto di governo è definito a palazzo Chigi “Operazione Tuono”

La Bianchi, che nel 2004 è stata relatrice della legge 40 sulla procreazione assistita ed ha un passato tra i teodem del Pd veltroniano, ha il vantaggio di essere deputata e non senatrice come le colleghe Laura Bianconi e Federica Chiavaroli. A palazzo Madama i numeri della maggioranza sono quelli che sono e rinunciare ad un senatore sembra un lusso che è meglio non permettersi. E così, visto che Renzi ha chiesto ad Angelino Alfano il nome di una donna per sostituire la dimissionata Maria Carmela Lanzetta con un’altra meridionale, la Bianchi – già candidata a sindaco di Crotone – sembra avere il curriculum giusto per accontentare tutti.

Lo “scambio”, più volte annunciato e mai realizzato, avverrà dopo il voto sulle Unioni Civili

Maria Rosa Di Giorgi, senatrice del Pd e già assessore all’Educazione del comune di Firenze quando Renzi era sindaco. La senatrice da settimane si batte contro l’adozione del partner, la stepchild adoption, ma ora è scesa in prima linea raccogliendo firme di colleghi che si dicono pronti al voto di coscienza. Affetta da sindrome da abbandono da parte di Renzi, almeno cosi sostengono a largo del Nazareno, la Di Giorgi – spiega “Il Messaggero” – fu una delle prime leopoldine che sostennero l’avanzata del Rottamatore e ora si schierano contro un provvedimento che il premier intende portare a casa anche per aggiungere dna di sinistra al curriculum del suo governo.

Rimpasto di Renzi per far quadrare i conti nella sua maggioranza

Le caselle del governo da riempire non sono però finite qui e con una di esse, ü ruolo da sottosegretario agli Esteri che fu di Lapo Pistelli, verrebbe ratificata anche il passaggio di un altro pezzo di sinistra Pd nell’area della maggioranza renziana. Enzo Amendola, componente della commissione Esteri e dell’area “Sinistra e cambiamento” che fa capo al ministro Maurizio Martina, è un super esperto di esteri molto apprezzato dal ministro Gentiloni, e fa parte dell’area dialogante degli ex bersaniani. L’operazione “Tuono” si compone di altre due caselle importanti. La prima interna al Pd e prevederebbe il non facile approdo di Vasco Errani, già presidente della regione Emilia Romagna dimessosi per una vicenda giudiziaria che poi lo ha visto assolto, nel ruolo di sottosegretario all’Economia che fu di Claudio De Vincenti.

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