Ora i risparmiatori vittime del Salvabanche chiedono udienza al Colle

19 Dic 2015 16:04 - di Redazione

Disperati, ora puntano al Colle. I piccoli risparmiatori che hanno perso tutto con la trappola del Salvabanche (ribattezzato da Fratelli d’Italia “salvabancheri”) ora chiedono udienza al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «A nome di decine di migliaia di famiglie vittime del decreto salvabanche e degli omessi controlli di Consob e Bankitalia, espropriati dei nostri sudati risparmi costati sudore, sacrifici ed intere vite di lavoro per decreto del governo il 22 novembre 2015 – si legge nella lettera indirizzata a Mattarella – ci rivolgiamo a Lei, supremo garante della Costituzione repubblicana, che all’articolo 47 tutela il risparmio».

L’Sos dei risparmiatori al Colle

Nel giorno del sit-in davanti a Banca d’Italia a via Nazionale i risparmiatori derubati chiedono di essere ricevuti in delegazione per confidare «nel risarcimento integrale dei nostri beni espropriati». Ovvero il risarcimento di tutte le azioni e obbligazioni subordinate che con il salvataggio delle quattro banche sono state azzerate. Al momento invece la soluzione individuata dal governo per i risparmiatori colpiti, come è noto,  è un fondo di solidarietá da 100 milioni di euro totalmente finanziato dalle altre banche e da cui attingere per risarcire solo gli obbligazionisti subordinati e solo quelli che un arbitro (Matteo Renzi ha già indicato il presidente dell’Anac Raffaele Cantone) accerterà essere vittime di comportamenti scorretti da parte delle quattro banche. Una soluzione per forza di cose parziale e osteggiata dalle «vittime del Salvabanche».

La lettera della rabbia

Nella lunga lettera a Mattarella non mancano attacchi alle banche e a una parte del mondo dell’informazione. «La stampa di regime –scrivono i risparmiatori – vorrebbe far passare per avidi speculatori noi risparmiatori truffati, che fidandoci delle banche e del sito dell’Abi Patti Chiari, (che bollinava come affidabili i bond bancari ed i titoli Lehman Brothers miseramente fallita il 15 settembre 2008, come rischiosi i titoli di Stato ed i Btp a lunga scadenza), abbiamo sottoscritto azioni delle quattro banche azzerate con il ricatto della mancata concessione di prestiti o fidi e titoli subordinati ad elevatissimo rischio, inadeguati al profilo di rischio dettato dalla normativa Mifid».

Le bugie di Bankitalia

Signor presidente – si legge ancora nella lettera aperta –  per decenni Bankitalia, Abi e le grandi banche hanno strombazzato ai quattro venti che il sistema bancario italiano era solido ed affidabile, giustificando così: il saccheggio preventivo sui costi di gestione dei conti correnti pari a 318 euro l’anno, contro una media Ue di 114; lo spread sui tassi più esosi sul credito al consumo ed i mutui prima casa; la commissione di massimo scoperto scorporata dalla legge antiusura, sanzionata, seppur tardivamente, dalla Corte di Cassazione; gli interessi anatocistici, gli usi, abusi e quotidiani soprusi del sistema bancario». Insieme alle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, i risparmiatori, che si definiscono «vittime del Salvabanche» lanciano un appello a Mattarella che, ricordano nella lettera, «anche ieri (venerdì 18, ndr) ha ricevuto per la seconda volta il dottor Visco (presidente di Bankitalia) e si accinge a ricevere il presidente Vegas (Giuseppe, presidente della Consob; Ndr)».

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