Alfano giura: «Prese le impronte a tutti i migranti». Nessuno se n’è accorto

15 Dic 2015 9:15 - di Franco Bianchini

Sommerso dalle critiche, “processato” dalle opposizioni, “condannato” dall’Europa, Angelino Alfano cerca di difendersi in tutti i modi. Ma le sue parole si rivelano un boomerang perché sembrano l’edizione riveduta e corretta dei bluff ai quali Renzi sta abituando (e stancando) l’Italia. Sì, perché di fronte alle critiche arrivate dalla Ue e dai Paesi notevolmente infastiditi dall’immobilismo del governo sul fronte dei migranti, lui si cimenta in un giuramento paradossale: «In Italia le impronte digitali vengono registrate al cento per cento». Il che fa scoppiare nuove polemiche, «un’altra bufala», perché è da mesi che si discute sulla incapacità della squadra renziana di imporre ai migranti di fornire i propri documenti e di farsi prendere le impronte. Spesso non si sa nemmeno come si chiamano realmente.

Alfano alla disperata ricerca di un salvagente

Ma Alfano insiste, cercando disperatamente un salvagente a cui aggrapparsi: «Credo che ci siano delle sentenze di Cassazione che autorizzano un uso della forza proporzionato per raccogliere le impronte digitali». Poi aggiunge: «Mi sembra ingiusta e irragionevole questa procedura di infrazione» della Ue all’Italia sull’immigrazione, «ma sono convinto che tutto sarà in termini tecnici alla fine condiviso, perché dal punto di vista tecnico e e anche politico abbiamo ragione». Ma non spiega il motivo per cui 120mila migranti in Italia sono scomparsi nel nulla. Non si sa né dove siano né come si chiamino.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *