Isis, ucciso il terrorista che ideò l’attacco al consolato italiano al Cairo

9 Nov 2015 14:39 - di Niccolo Silvestri

Ashraf Ali Hassanein el Gharabli, pericoloso jihadista, uno dei leader della cellula Isis in Sinai, accusato di avere progettato l’attentato al consolato italiano al Cairo l’11 luglio, è stato ucciso a nord-est della capitale egiziana dalle forze dell’ordine dopo uno scontro a fuoco. Lo riferisce il ministero dell’Interno. L’uomo era stato intercettato dai servizi della sicurezza nella regione di el Marg – a nord-est della capitale – dove era intenzionato a compiere nuovi attentati.

El Gharabli era uno dei leader Isis nel Sinai

El Gharabli è stato autore di moltissimi episodi di sangue. Era anche accusato del tentato agguato all’ex ministro dell’Interno Mohamed Ibrahim nel settembre 2013, del fallito attentato ai turisti a Luxor a giugno, oltre all’assassinio di ufficiali della polizia. Il terrorista è anche accusato di avere rapito ed ucciso nel dicembre 2014 un esperto americano nel settore petrolifero, William Henderson e di avere anche sequestrato un cittadino croato ad agosto.

Mattarella: «Terrorismo è minaccia più grande»

E sulla minaccia terroristica e dell’Isis in particolare è tornato a parlare, dall’Indonesia dove si trova in missione ufficiale, il capo dello Stato Sergio Mattarella che l’ha definita «la sfida più grande che dovremo affrontare nei prossimi anni». Sia Italia che Indonesia – ha proseguito il presidente della Repubblica – «non sono immuni da questa minaccia». Mattarella ha quindi ricordato che proprio per questo i valori della «tolleranza e del rispetto delle diversità», che accomunano Italia e Indonesia, sono ancora più necessari «nel contesto globale, segnato da tensioni e conflitti spesso generati proprio dalla difficoltà – a volte quasi dalla paura – di accettare le diversità».

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