I terroristi anti-Assad bombardano la chiesa di Aleppo durante la messa

26 Ott 2015 14:57 - di Giovanni Trotta

Il Cremlino definisce «montature» i rapporti di alcune ong, tra cui Human Rights Watch, secondo cui i raid aerei russi in Siria potrebbero aver colpito infrastrutture civili mietendo vittime innocenti. «Conosciamo – ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov – un gran numero di rapporti, notizie infondate, informazioni intenzionalmente fatte trapelare ai media sulle, per così dire, conseguenze dei raid aerei russi. Nelle ultime settimane – ha aggiunto Peskov – abbiamo registrato un gran numero di questi rapporti». Un colpo di mortaio ha raggiunto intanto domenica sera la chiesa latina di Aleppo dedicata a san Francesco, nel quartiere di Aziziyeh, mentre nell’edificio era in corso la messa. L’edificio era stato restaurato da non molto tempo. La granata, proveniente dalle aree in mano ai terroristi anti-Assad, ha raggiunto il tetto, creando uno squarcio nella cupola, ma non è penetrata nella chiesa, esplodendo all’esterno. Lo riferisce Fides.

I terroristi anti-Assad hanno scelto un momento in cui la chiesa era piena

Per il vescovo Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo, «se la granata fosse esplosa all’interno sarebbe stata una strage». Sette per ora i feriti. «Erano circa le sei meno dieci di sera, in chiesa c’erano circa quattrocento persone, e la liturgia era arrivata al momento della comunione», riferisce all’agenzia Fides il vescovo Georges Abou Khazen, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino. «Se la granata fosse esplosa all’interno – aggiunge il vescovo francescano – sarebbe stata una strage. Invece ci sono stati solo sette fedeli feriti in maniera non grave dalla caduta dei calcinacci, e danni materiali sul tetto. Ringraziamo il Signore e la Vergine Maria. E anche i nostri fedeli, che anche dalle loro case sono accorsi subito a verificare i danni subiti dalla parrocchia e a ripulire l’interno della chiesa, così che già oggi vi è stata celebrata la messa mattutina».

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