Volkswagen, truffati anche gli utenti tedeschi. 2,8 ml di veicoli coinvolti

25 Set 2015 16:22 - di Tano Canino

Ormai il danno è fatto. Ed è incommensurabile. Dici Volkswagen e pensi ad una truffa. Addirittura al gusto perverso della truffa. Perché, acclarato ormai universalmente che l’azienda tedesca ha truffato milioni di utenti, quel che si scopre – giorno dopo giorno – è che non soltanto per l’estero la pratica criminogena era stata ideata e attuata. Ma che era in uso anche in Patria. Così bravi a truffare, così lesti a truffare, così abituati a truffare questi manager tedeschi che alla fine hanno truffato i loro stessi connazionali. Probabilmente per sfizio o, forse, per quell’incontenibile desiderio di strafare che pervade chi è fin troppo sicuro di se, i manager di Wolfsburg hanno perciò introdotto la truffa anche sul proprio territorio nazionale. Succubi, ovviamente, i loro teutonici concittadini. Quelli che ignari e fieri accorrevano in massa agli autosaloni a prenotare e acquistare l’ultimo quattroruote disponibile. Da qualche ora sappiamo infatti che sono 2,8 milioni i veicoli circolanti in Germania coinvolti nello scandalo dei test truccati da parte del gruppo Volkswagen, e fra questi vi sarebbero anche vetture di cilindrata 1.200, inferiore a quanto finora pensato, nonché alcuni furgoni. Lo ha dovuto ammettere il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt, aggiungendo pure che le manomissioni sono senza dubbio “illegali”. Resta solo un piccolo risvolto da capire. Una quisquilia. Come e perché, a fronte di una truffa planetaria, il capo della Volkswagen in persona, l’Ad Winterkorn, si sia potuto dimettere nella massima tranquillità. Con una buonuscita di quasi 30 milioni di euro. Solo questo resta da capire.

 

 

 

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