Nucleare iraniano, Rohani e Kerry ottimisti: «L’accordo è vicino»

21 Mar 2015 20:51 - di Redazione

L’accordo finale non solo e’ vicino, e’ possibile. Parola del presidente iraniano, Hassan Rohani, che vede il traguardo all’orizzone. E anche il segretario di stato americano, John Kerry, e’ ottimista in vista del rush finale al tavolo dei negoziati sul programma nucleare di Teheran. Ma appare piu’ prudente, e sottolinea come nonostante i progressi, i passi in avanti, stia ora all’Iran fare uno sforzo per superare gli ultimi ostacoli. Ostacoli che ancora ci sono e che se non rimossi potrebbero impedire di chiudere la partita. L’appuntamento e’ per metà della prossima settimana, quando manchera’ meno di sette giorni dalla ‘deadline‘ del 31 marzo fissata per siglare la bozza di intesa che dovrebbe portare ad un accordo definito entro il 30 giugno. E quella del 31 marzo e’ una scadenza che nelle ultime ore la Francia e’ tornata a criticare, definendola “una tattica sbagliata” che rischia di diventare “controproducente e pericolosa”.

Accordo vicino

Per Francois Hollande meglio sarebbe stato concentrarsi sull’accordo complessivo e definitivo da raggiungere entro giugno. E di questo ha parlato col presidente americano, Barack Obama, nell’ultima telefonata, in cui sarebbero emerse alcune frizioni. Anche per questo oggi Kerry è volato a Londra per incontrare i suoi alleati europei: per fare il punto della situazione e per rafforzare il clima di unita’. Quell’unita’ che sara’ fondamentale alla ripresa delle trattative con Teheran la prossima settimana in Svizzera, insieme ai negoziatori di Russia e Cina. Parigi in particolare farebbe resistenza all’ipotesi di alleggerire immediatamente le sanzioni verso l’Iran appena raggiunta un’intesa, come invece auspica Barack Obama. Hollande vorrebbe inoltre un arco temporale piu’ ampio per le restrizioni imposte al programma nucleare di Teheran.

Nucleare iraniano

“La Francia – ha detto il ministro degli esteri Laurent Fabius – vuole un accordo, ma un accordo forte. Un accordo che garantisca realmente che l’Iran possa avere accesso al nucleare civile. Ma non alla bomba atomica”. A Teheran comunque stavolta ci credono davvero, e le parole di Rohani ne sono una prova. Ma a parlare e’ stato anche l’ayatollah Khamenei, che in un comizio per celebrare il Nowruz (il capodanno persiano) ha messo in chiaro come il negoziato con gli Stati Uniti e con le altre potenze mondiali sia solo sul programma nucleare, nell’ambito del quale l’Iran “non firmera’ alcun assegno in bianco”. “Non stiamo parlando con gli Usa delle questioni regionali – ha quindi aggiunto – dove abbiamo obiettivi completamente diversi e opposti rispetto all’America”. Anche se un obiettivo comune, seppur inconfessabile sia a Washington che a Teheran, c’e’: la lotta allo stato islamico.

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