Incubo in provincia di Roma: un egiziano spara nei giardini pubblici
Cronaca - di Roberto Mariotti - 19 Marzo 2015 - AGGIORNATO 19 Marzo 2015 alle 14:36
«Sparava un po’ verso i giochi dei bambini, un po’ verso la ferrovia e un po’ verso il muro. Per fortuna faceva freddo e c’era vento, quindi non c’era nessuno». E’ ancora grande la paura a Monterotondo, a due passi da Roma. Sul Tiburno la cronaca di una giornata da incubo, che continua a restare negli occhi di chi l’ha vissuta. E un sospetto? Chi è davvero quell’egiziano che ha seminato terrore? E le sue armi a che servivano realmente?
Il 29enne egiziano senza fissa dimora
Una decina di colpi sparati nel bel mezzo del giardino pubblico, in pieno pomeriggio. I carabinieri sono riusciti ad acciuffarlo con una borsa piena di fucili e pistole. L’uomo ha 29 anni, senza fissa dimora. Di lui si sa poco. Massimo il riserbo sulle indagini ma si battono varie piste, dal terrorismo religioso alla criminalità organizzata. Prioritario è capire come l’egiziano – conosciuto in zona ma senza nemmeno un tetto – sia entrato in possesso di quelle armi. Ha agito in una zona di case popolari e condomini residenziali, frequentata da tante famiglie arrivate da Roma. Nel giardino dove il ventinovenne ha sparato c’è anche un prefabbricato dedicato alle attività sociali e i giochi per i bambini. Secondo il “Tiburno”, dopo il ritrovamento delle armi pesanti è iniziata una vasta operazione dei carabinieri con l’intervento dei reparti specializzati e sarebbero state effettuate diverse perquisizioni. L’uomo è arrivato in caserma scortato da due auto dei carabinieri dopo un passaggio al pronto soccorso.
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