Salvini a Genova: i centri sociali rompono la targa per il martire missino

7 Mar 2015 13:13 - di Redazione

Al grido di “uccidere un fascista non è reato” (triste e osceno slogan dell’antifascismo anni Settanta) i partecipanti al corteo dei centri sociali che protestano contro la visita a Genova del leader della Lega Matteo Salvini hanno rotto due targhe di Viale Ugo Venturini, intitolato al militante dell’Msi che fu ucciso da estremisti di sinistra durante un comizio di Giorgio Almirante nel 1970. La strada era stata intitolata dall’ex sindaco Pd Marta Vincenzi nel 2012. Il corteo non autorizzato, con circa 150 persone, si è sciolto nella centrale piazza de Ferrari. Mentre tutti gridano al ritorno del pericolo fascista per la presenza di CasaPound sul palco di Piazza del Popolo, sull’opposta barricata si torna alla predicazione dell’odio e della violenza, ma nessuno sembra scandalizzarsi o impensierirsi…

Salvini: stufo di comizi blindati

“Ognuno è libero di manifestare come vuole basta che non rompa le scatole a cittadini e poliziotti. Sono però stufo di fare comizi blindati, non è democrazia”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini prima del comizio a Genova contestato dai centri sociali. “Uno manifesta con le idee, non con la violenza. Questa non e’ Genova, è un’altra roba” ha aggiunto Salvini. “La democrazia – ha detto Salvini – prevede che ci sia gente che non la pensa come me e esponga le sue idee pacificamente. Non è democrazia cercare di impedire di sfasciare e rompere le scatole a decine di poliziotti e carabinieri che, invece di fare il loro lavoro, devono proteggere mamme, papà e nonni che vengono a sentire un dibattito sulla Liguria. Questa – ha concluso – non è contestazione ma è mezza delinquenza”.

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