Berlusconi accelera: Italicum entro Natale se il governo mantiene i patti

venerdì 21 Novembre 13:49 - di

Critiche al Jobs Act in procinto di approdare alla Camera («è una robetta, con queste modifiche non aiuta la imprese»), collaborazione  sulle riforme condivise e via libera all’Italicum entro dicembre se il «governo rispetterà gli accordi». È un Berlusconi a tutto campo quello che interviene alla Telefonata di Belpietro alla vigilia del test elettorale in Emilia e Calabria confermando la ferma intenzione di tornare alla politica attiva dopo la decadenza da senatore e di giocare la partita da interlocutore privilegiato del governo.

Il ritorno in campo

«Forza Italia è stata ingiustissimamente mutilata del suo leader che è fuori dalla possibilità di essere in campo per le nostre battaglie di libertà. Ora – ha detto – è molto vicina la fine di questa impossibilità e Fi ha deciso di tornare sul territorio per portare a conoscenza i problemi e le soluzioni che il governo intende prendere e quali sono le nostre».

Via libera all’Italicum

Sulla complicata matassa della legge elettorale il Cavaliere ora spinge l’acceleratore forte del pieno mandato ottenuto dal partito a trattare con Matteo Renzi. «L’Italicum sarà approvato entro dicembre? Io penso di sì. Se il governo rispetterà accordi e patti e terrà conto dei diversi assetti della sinistra e del centrodestra, penso di sì». Dopo tanti tira e molla il Patto del Nazareno tiene. «Ho messo me stesso e Forza Italia in una posizione difficile da comprendere anche da parte dei nostri elettori. Pur se siamo all’opposizione – ha ribadito parlando soprattutto ai malpancisti azzurri –  ho detto sì a quei miglioramenti alla legge elettorale e all’assetto istituzionale che avevamo realizzato nel 2005 e che la sinistra in passato aveva bocciato per la politica del tanto peggio tanto meglio».

Sì alle riforme condivise

Insomma la barra del timone dell’ex premier resta immutata: no agli inciuci con l’esecutivo (soprattutto in materia di politica economica), sì alle riforme condivisibili «Il moncameralismo è una cosa in cui avevamo sempre creduto e se ora lo propone la sinistra non possiamo votare contro. Ora che abbiamo la possibilità di fare queste modifiche noi dobbiamo esserci».

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