L’ultima trovata di Cosimo Mele: «Chiamatemi onorevole», ordina ai dipendenti del Comune di Carovigno

martedì 22 luglio 19:15 - di Antonella Ambrosioni

«Chiamatemi onorevole». Ve lo ricordate Cosimo Mele, “mister vizi privati e pubbliche virtù”, l’ex Udc, coinvolto nel 2007 in scandalo luci rosse in via Veneto a Roma? Ebbene, dopo lo scandalo è stato eletto sindaco nella sua città, Carovigno in provincia di Brindisi e ora in una comunicazione interna diretta a tutti i dipendenti comunali, preso da un colpo di megalomania, sta facendo la figura ridicola dell’onorevole Cosimo Trombetta nella celebre gag di Totò a colori: ossia suscitare una fragorosa risata chiedendo che sia utilizzato l’appellativo “onorevole” accanto al suo nome. Sai com’è, a certi titoli si rimane affezionati…Nella nota protocollata il 26 marzo 2014 – e di cui si è saputo solo ora – Mele, al vertice di una coalizione sostenuta da liste civiche e dal Pd – scrive: «Con la presente si comunica ai dipendenti comunali che dalla data odierna tutti i documenti in uscita a firma del sindaco, devono contenere il titolo di onorevole», firmato “onorevole Cosimo Mele”. A quanto si è appreso, poi, la dicitura viene barrata a penna per risultare cancellata nei provvedimenti comunali a firma del primo cittadino: un vezzo usato da chi finge di non badare tanto alla sua posizione professionale, ma intanto la fa “pesare” e notare.

Cosimo Mele dopo tutte le traversie e momenti così poco edificanti, non non ne ha ancora abbastanza e a tenere un basso profilo non ci pensa proprio. Nel luglio 2007 ammise di aver trascorso una notte con una “escori”, Francesca Zenobi, che accusò un malore e che riferì di aver fatto uso di droga. Finì indagato per cessione di cocaina e per omissione di soccorso, accusa quest’ultima per cui c’è stato proscioglimento. Di recente la donna è stata condannata per tentata estorsione in concorso con il suo legale, proprio ai danni di Mele. L’allora parlamentare, costretto a lasciare l’Udc, dovette dire addio alla scena politica nazionale: si ricandidò alle elezioni provinciali a Brindisi nel 2009 con Alleanza di centro, e sfiorò l’elezione, poi nel 2010 ha corso per la carica di consigliere regionale con Io Sud, senza però centrare l’obiettivo. Nel giugno del 2013 è diventato sindaco di Carovigno. Mele è instancabile e  al vertice di una coalizione sostenuta da liste civiche e dal Pd,  solo poco tempo fa ha rischiato la crisi per colpa di Cicciolina: continuava a distribuire giudizi sulla morale, tanto che l’ex onorevole Cicciolina si è sentita in dovere di ricordargli che non poteva scagliare la prima pietra… È stato un momento di altissimo dibattito… Non contento, poco dopo è finito nella bufera per i 151 cani del canile trasferiti in una pensione privata. Insomma non se ne fa mancare nessuna. Ma intanto, per carità, chiamatelo onorevole….

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