La Russa: «Sull’Italicum niente imbrogli, le preferenze ce le chiedono gli italiani»

4 Lug 2014 15:12 - di Redattore 92

«Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo avversario, in questo caso quelle del ministro Boschi, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria». Ignazio La Russa non può fare a meno di citare Giorgio Almirante dopo che è spuntata l’indiscrezione sulle preferenze formulata dal ministro delle riforme in merito alla riforma elettorale.

Onorevole La Russa, quella del ministro delle riforme pare un copia-incolla della sua proposta sulle preferenze… 

A me il ministro Boschi è simpatica, però come al solito il diavolo si nasconde nei dettagli.

Anche lei aveva formulato la proposta che il capolista fosse bloccato, mentre gli altri avrebbero corso per le preferenze, no?

Sì, ma la mia proposta riguardava un sistema elettorale che, rispetto al Porcellum, aveva uno o due collegi in più. Una trentina in tutto. Con l’Italicum, la mappa prevederebbe, invece, circa 150 collegi. Da 30 eletti “nominati” dal partito a ben 150, la differenza balza agli occhi.

Le proposte alternative di Fratelli d’Italia?

Non alzare a dismisura il numero delle circoscrizioni, visto che 30 eletti scelti direttamente dal partito non è una quota piccola. Quindi fare un ragionamento che riguardi i partiti piccoli.

In che senso?

Per non creare disparità tra partiti piccoli e partiti grandi, a quel punto va inserita una di queste due ipotesi. Da una parte la facoltà da parte del partito di mandare in Parlamento chi ha preso più preferenze, dall’altra la possibilità di aumentare il numero di candidature multiple.

Sembra una contraddizione….

Ma non è così. Se un leader viene candidato in più posti, aumenta la possibilità di far eleggere il primo dei non eletti, che è automaticamente il candidato che in quella circoscrizione ha davvero preso più preferenze.

Lei ha detto che, al momento, questo Italicum è peggio del Porcellum…

E lo ripeto. E’ più incostituzionale del Porcellum e dà ancora meno voce agli elettori, lasciando tutto in mano alle segreterie dei partiti.

Ci sono ancora margini per consegnare agli italiani una buona legge elettorale?

Io sono ancora ottimista. Il mio emendamento alla Camera che dava il via libera alle preferenze non è passato per appena 35 voti. Segno che in Parlamento c’è una sensibilità forte e trasversale sull’argomento. La stessa presa di posizione della Boschi di queste ore mi fa sperare che il governo  intenda trovare una soluzione che rispecchi la volontà degli italiani.

 

 

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