Gli euroscettici pronti a destabilizzare l’europarlamento. Angelilli: «Sì all’opposizione dura, ma senza abbandonarsi all’insulto»

28 Lug 2014 16:23 - di Antonio Pannullo

Con l’ingresso nell’europarlamento dell’agguerrito battaglione degli euroscettici l’atmosfera politica dell’assemblea potrebbe cambiare, nel senso che ci potrebbero essere temporali (dialettici) in arrivo. Front National, Jobbik, Lega Nord, Cinque Stelle, poi tedeschi e ungheresi estremisti, polacchi nazionalisti, tutti vogliono intervenire alla loro maniera, utilizzando anche terminologie forti, non politicamente corrette, cercando con questo di scardinare – come promesso in campagna elettorale – il complesso e farraginoso edificio europeo anche con queste armi. Certo, senza le sperate alleanze tra loro, gli euroscettici hanno un po’ perso la carica iniziale e con essa la possibilità di incidere sensibilmente sulle politiche comunitarie, e pertanto la visibilità è l’unica arma che rimane agli antieuropeisti per far sentire la loro campana. E quando qualcuno utilizza la parola-scandalo “negri” poco ci manca che al parlamento si facciano il segno della croce nel nome del politically correct che negli ultimi anni ha sempre più informato di sé la politica di Bruxelles. Insomma, i “nemici” della Ue intendono utilizzare tutti gli strumenti per portare sul tavolo europeo temi considerati finora sensibili o inopportuni, parlando di libertà di parola e di diritto al dissenso, dissenso espresso anche in maniera dura e più che chiara. Il presidente del parlamento Martin Schulz, socialista, è molto preoccupato: per arginare le intolleranze e le proteste estreme dei suoi avversari può fare ricorso a tiepide forme di punizione, come sanzioni economiche ed espulsioni limitate nel tempo, ma non può toccare il centro della questione, che è quello della libertà di parola nello svolgimento delle funzioni istituzionali di ognuno. In pratica, quello che faranno gli euroscettici, compresi i non iscritti ad alcun gruppo, che sono ben 52, sarà molto destabilizzante per l’Unione, e più destabilizzeranno più consensi avranno in patria, dove coloro che li hanno eletti proprio non ne possono più di questa Europa. Chi di tali questioni è un’esperta, per essere stata parlamentare europeo dal 1994 al 2014, ricoprendo anche la carica di vicepresidente del parlamento europeo, è Roberta Angelilli, del Nuovo Centrodestra, che di opposizione ne capisce parecchio, proveniendo da Alleanza Nazionale e avendo mosso i suoi primi passi politici con il Msi di Almirante. «Sì, insieme con i miei colleghi abbiamo spesso contestato le scelte dell’Unione europea, facendo un’opposizione senza sconti, però per la verità non abbiamo mai trasceso nei modi e nei toni», dice oggi. E continua: «Il problema di tutte queste formazioni euroscettiche è certamente la visibilità, ed è chiaro che, agendo e comportandosi in un certo modo, si ottiene molto di più a livello mediatico che non lavorando con un basso profilo. Ricordo proprio che nella scorsa legislatura ci fu un caso emblematico: un parlamentare euroscettico utilizzò termini certamente inappropriati e offensivi nei confronti di un commissario, e per questo ci fu un richiamo. Successe il finimondo, perché i gruppi di opposizione contestarono la presidenza, sostenendo che nello svolgimento delle proprie funzioni il parlamentare può utilizzare i termini che preferisce e che non gli si poteva mettere il bavaglio». Roberta Angelilli insomma sostiene che le stesse cose si possono dire in altro modo e che l’opposizione si può fare anche conservando un certo stile, senza mai cadere nella volgarità o nell’insulto. Per lei, in definitiva, è solo una questione di buona educazione. «Che poi le cose vadano in maniera diversa è dovuto al fatto che la tattica parlamentare, come tutte le tattiche di questo tipo, porta dei risultati. La provocazione, il linguaggio aggressivo, la violenza gestuale poi alla fine pagano, perché i media si accorgono di loro. Io ho sempre preferito agire altrimenti, ossia non trascendere, e le cose le ho sempre dette comunque. Non dimentichiamo poi che in passato tra le file dell’opposizione c’erano personaggi di altissimo livello culturale, penso soprattutto ad alcuni esponenti del Front National, e posso assicurare che le loro dotte argomentazioni euroscettiche erano molto più efficaci di qualsiasi intemperanza estemporanea…».

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