Cinema, torna il western all’italiana nel corto “If the world dies” presentato a Roma

venerdì 20 Giugno 17:31 - di

Torna il genere western in Italia? I segnali ci sono tutti, ma la sorpresa è che si tratta di un western all’italiana, ossia prodotto qui da noi, con registi e attori italiani. Stiamo parlando di “Se il mondo intorno crepa” (“If the world dies”), presentato recentemente a Roma nello storico cinema Nuovo Aquila, ultima fatica del regista-attore Stefano Jacurti e del suo collega – in entrambi i ruoli – Emiliano Ferrera. Per la verità Jacurti non è nuovo al tentativo di far tornare il genere nella cinematografia, e ci prova con questo corto indipendente. Nel 2007 realizzò “Inferno bianco”, un western-noir rigorosamente in bianco e nero realizzato interamente in Italia, in particolare in Abruzzo. Adesso con “Se il mondo intorno crepa” Jacurti, che è anche scrittore di novelle western nonché esperto del mondo della Frontiera americana, ci presenta un prodotto solidissimo, pieno di atmosfere “leoniane” e di citazioni western. La storia è piuttosto semplice, psicologica, di un “vecchio arnese” del west che subisce un travaglio interiore che lo porterà a una scelta tragica. Il pistolero dipinto da Jacurti ama recitare dei versi, prima di uccidere, e a chi conosce la storia del 1800 americano non può non venire in mente il celebre “Doc” Holliday, protagonista della storica ed epica sfida all’OK Corral, immortalata più volte dal west di celluloide, che conosceva tutto Shakespeare a memoria e talvolta lo recitava. Questa circostanza è ricordata in “Sfida infernale” di John Ford del 1946, con Victor Mature nella parte di Holliday. L’altro co-protagonista, Emiliano Ferrera, ha il fisico adatto alla parte, tanto che Jacurti lo definisce sempre “il nostro Clint Eastwood” e in effetti lo ricorda molto. Che dire? Il prodotto è ottimo, la storia c’è, la recitazione all’altezza, così come le musiche, adattissime alla storia, di Fabrizio Sartini e Klaus Veri. Ma la strada sarà ugualmente insalita per questa pattuglia di coraggiosi frontiersmen che, con mezzi limitati ma grand e professionalità, hanno confezionato un prodotto controcorrente, nel senso che questo genere a Hollywood non è più ricercato come negli anni passati. «Questo è il vero problema – dice Stefano Jacurti – ossia che in Italia, ma in realtà in tutta Europa, non si insegna abbastanza la storia della frontiera americana, che pure tanta influenza ha avuto nella storia mondiale. Le tradizioni dei nativi, la storia della colonizzazione, un fatto epocale come la guerra civile americana hanno, nei nostri libri di storia, soltanto poche righe, vengono liquidate così semplicemente…». Difficile dargli torto, perché se gli Stati Uniti sono diventate la prima potenza mondiale lo si deve certamente a quel periodo epico, quando la nazione si è costruita e ha immaginato sé stessa diversa da come era in precedenza. Adesso “Se il mondo intorno crepa” sarà presentato in tutta Italia, in quel circuito un po’ underground ma estremamente vitale che caratterizza tutti i film indipendenti che hanno qualcosa da dire e da dare a un mondo cinematografico oggi un po’ in affanno e a corto di idee.

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