Renzi cambia “genere” al Pd: 5 uomini e 7 donne (tra cui la Madia) nella segreteria

9 Dic 2013 17:32 - di Redazione

Non si è ancora insediato come segretario del Pd, ma Renzi ha già fatto una piccola rivoluzione di genere ai vertici del partito. La nuova segreteria sarà infatti composta da cinque uomini e sette donne. Ecco i nomi e gli incarichi:  Lotti all’organizzazione, Bonaccini (Enti locali), Filippo Taddei della John Hopkins (economia), Faraone al Welfare, Nicodemo (comunicazione, Boschi (riforme), Madia (Lavoro), Mogherini (Europa), Serracchiani (infrastrutture), Braga, Morani e Picieno. Per quanto poi riguarda i rapporti con il governo e con gli ex sfidanti, il neosegretario si presenta con toni concilianti nella sua prima uscita. La fiducia a Letta? «Non è un tema all’ordine del giorno», dice Renzi in conferenza stampa . «Il punto – dice –non è far cadere il governo ma farlo lavorare affinchè il governo ottenga i risultati e dia risposte».  E Cuperlo? «Ha detto cose belle, lavoreremo insieme, non c’è rischio per l’unità del partito, lavoriamo insieme perchè i risultati arrivino». Vedremo che destino avrà questo ramoscello d’ulivo che il leader porge a quello che, fino a 48 ore fa, era il suo più irriducibile oppositore.  Una lancia in favore dell’ unità interna la spezza anche Epifani commentando con soddisfazione i dati sull’affluenza alle primarie:  «Non abbiamo ancora i dati completi ma la cifra finale sarà di 2,9 milioni di persone, un dato di particolare importanza in tempi di antipolitica e disaffezione verso la politica».

Colpiscono, tra le tante congratulazioni giunte al neosegretario, le parole di apertura giunte dai leader sindacali. E colpiscono perché , nel suo discorso da vincitore, Renzi non ha usato espressioni molto favorevoli alla Triplice.   «La Cisl  – dice Andrea Bonanni –  è pronta al confronto con  Matteo Renzi, per cambiare il nostro Paese, affrontando le questioni di una efficace governabilità, dell’economia e del mercato del lavoro». Anche la Cgil si congratula con il segretario del Pd. E lo fa  attraverso Susanna Camusso, che così sottoliena:  «Se saprà  rispettare il ruolo di rappresentante di lavoratori e pensionati troverà nel sindacato un interlocutore forte». Forse la leader del sindacato “rosso” non ha ascoltato con molta attenzione tutti i passaggi del discorso di Renzi.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *