L’inchiesta che fece cadere Prodi? Un clamoroso flop. La Cassazione assolve tutti e boccia De Magistris

3 Ott 2013 10:30 - di Guido Liberati

Una bolla di sapone, un flop, una perdita di tempo. L’inchiesta Why Not, che aveva lanciato il pm Luigi De Magistris nell’olimpo dei magistrati più amati dagli italiani, è finita con una bocciatura solenne da parte della Cassazione. Una bocciatura non da poco, perché quella maxi-inchiesta condotta nel 2006 dall’attuale sindaco di Napoli, ebbe pesantissime ripercussioni politiche. Nell’indagine finirono illecitamente intercettazioni di parlamentari e l’allora Guardasigilli Clemente Mastella fu costretto alle dimissioni con la conseguente caduta del governo di Romano Prodi, dimessosi il 24 gennaio 2008.
Sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici in Calabria il pm, oggi sindaco di Napoli, aveva portato avanti la sua campagna processuale (e mediatica). Ieri la sesta sezione penale della Cassazione ha assolto “per non aver commesso il fatto” l’ex presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero (centrosinistra), ha disposto l’annullamento senza rinvio “per inammissibilita’ dell’appello del pm sulla sentenza di primo grado”, per Giuseppe Chiaravalloti (centrodestra), anch’egli ex governatore della Calabria. Loiero, in appello, era stato condannato ad un anno per abuso d’ufficio (assolto in primo grado). Chiaravalloti, assolto in primo grado, era invece stato prosciolto per intervenuta prescrizione dai giudici d’appello.
In sostanza, non ha assolutamente resistito al vaglio della Suprema Corte il primo filone di ‘Why not’ approdato in sede di legittimità. Complessivamente l’inchiesta coinvolse più di un centinaio di persone. Vide uno scontro feroce tra la Procura generale di Catanzaro e la Procura di Salerno che si “contro-sequestravano” i fascicoli. Il Csm provvide a sostituire tutta la catena gerarchica. Uno dei giudici incriminati da De Magistris lasciò la magistratura e qualche tempo dopo si tolse la vita in una clinica svizzera. A De Magistris, che finì sotto processo disciplinare e che lasciò la toga per buttarsi in politica con Di Pietro, l’inchiesta venne avocata. Ora il sindaco di Napoli con il suo consulente informatico Gioacchino Genchi sono sotto processo a Roma per l’acquisizione abusiva dei tabulati di Prodi, dell’ex Guardasigilli Clemente Mastella – che fece venire meno l’appoggio dell’Udeur al governo – di Francesco Rutelli e di molti altri parlamentari.

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