Il metodo Marino per salvare Roma: ritiro a Tivoli, giochi di ruolo e “caccia al tesoro”. Il sindaco parte con gli assessori e un team manager

20 Lug 2013 18:38 - di Antonella Ambrosioni

Un week end “alternativo” per pensare a come cambiare Roma. Signori, non avevamo capito niente. La soluzione dei problemi della Capitale era alla portata, più facile di quel che si credeva. Bastava fare come fanno le squadre di calcio in questi tempi: andare in ritiro in un luogo ameno, allenarsi, fare una preparazione atletica, pensare a una tattica. Per fortuna che Roma ha voltato pagina, perché il sindaco Ignazio Marino ha deciso di fare così e dare finalmente quei nuovi segnali che i romani imbufaliti con una città dove non funziona nulla attendevano da tempo. Tranquilli, il sindaco ha ben chiaro in testa cosa fare: esercizi di team building, simulazioni di situazioni concrete in cui prendere decisioni rapide in tempi pressanti e con risorse limitate a disposizione, giochi di ruolo da svolgere anche all’aperto per verificare insieme cosa ostacola o favorisce il lavoro di squadra. No, non siamo a “Giochi senza frontiere”, siamo nel bel mezzo del ritiro all’“americana” organizzato per questo fine settimana da Marino, che ha portato con sé gran parte della sua giunta e molti consiglieri capitolini di maggioranza a Bagni di Tivoli, nell’Hotel Gran Duca D’Este.

Era facile, bastava uscire da Roma, andare via un fine settimana con tutta la “squadra” per cementare lo spirito di corpo e giocare un po’ a scimmiottare gli americani. Ad averlo saputo prima, sai quante polemiche assurde Alemanno avrebbe potuto evitarsi sulla neve, sulla pioggia sul traffico. Sai quanto tempo avrebbe potuto risparmiare invece di andare a perder tempo nei quartieri e nelle periferie a cercare di capire sul campo come diavolo fare a dare risposte concrete… Finalmente il sindaco della provvidenza giunto a Tivoli spiega ai poveri scettici che il suo metodo è quel che ci vuole: «Deriva dalla mia esperienza nelle università degli Stati Uniti dove, già tra gli anni ’70 e ’80, si organizzavano incontri di facoltà per promuovere lo spirito di squadra, in cui erano previsti anche momenti di gioco per conoscersi meglio». Ulteriore conferma arriva dalla società incaricata di creare lo spirito di spogliatoio: si tratta della società Impact Italia (in ritiro è presente anche il suo presidente, il “guru” Mario Gianandrea), parte di un gruppo internazionale nato in Inghilterra e che ora ha 16 sedi in Europa, in Italia a Roma a Milano. «Lavoreremo sul gruppo – spiega Marco Parenti, senior consultant Impact – con progetti che utilizziamo da anni, consolidati a livello internazionale e che servono a tirare fuori le dinamiche comportamentali per verificare poi insieme, confrontandoci, se sono funzionali al lavoro di squadra o lo ostacolano». A margine di questo bizzarro diversivo, il sindaco precisa che il weekend sarà «a spese nostre: 170 euro pagati da ciascuno dei partecipanti».  Ai partecipanti, come si fa quando si va in vacanza nei villaggi turistici, è stato consegnato un cartellino col proprio nome e, dopo un breve briefing, sono stati divisi in squadre per la prima attività di gruppo, una specie di Caccia al Tesoro: ciascuna deve sollevare una leggerissima e lunga stecca di plastica, mantenuta in aria da tutti i componenti con due sole dita; scopo del gioco è portarla a terra senza che nessuno perda mai il contatto con la stessa. Tra i primi a concludere la prova il gruppo del sindaco Marino, che ironizza: «Li abbiamo stracciati». Ad essere stracciati, se queste sono le premesse, finiranno per essere i romani, come sempre. Sarà un ritiro all’americana o un ritiro all’amatriciana?

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