A Vienna mangiano panini con “wurstel grigliati come Falcone”. La Farnesina protesta: «Inaccettabile e offensivo»

8 Giu 2013 16:46 - di Luca Maurelli

Se è uno scherzo, non fa ridere. Se è una provocazione, non è intelligente. Se è un modo per fare soldi, è da denuncia. Gli eroi dell’antimafia proposti come alimenti cotti alla griglia è l’iniziativa-choc di un pub viennese, che sta suscitando in Sicilia e in Italia indignazione e sconcerto. Non solo il menu ma anche il nome del locale, “Don Panino” (che secondo alcune fonti sarebbe stato chiuso due mesi fa) attinge a un campionario di luoghi comuni sulla mafia. Colpiscono intanto le denominazioni dei panini: don Greco, don Buscetta, don Corleone, don Mori, don Falcone e don Peppino. Chiaro il riferimento a Peppino Impastato, che dai microfoni di una radio privata attaccava la cosca di don Tano Badalamenti. Impastato venne dilaniato da una bomba in uno scenario che doveva simulare un attentato. Invece era un delitto di mafia. Nella descrizione del menù si legge: “Siciliano dalla bocca larga fu cotto in una bomba come un pollo nel barbecue”. Il panino che porta il nome di Giovanni Falcone viene descritto così: “Si è guadagnato il titolo di più grande rivale della mafia di Palermo ma purtroppo sarà grigliato come un salsicciotto”. «È un episodio gravissimo frutto non solo di un cattivo gusto commerciale. C’è qualcosa di più profondo», avverte Danilo Sulis presidente di Radio 100 passi, lo stesso nome del film che ha raccontato la vita e la morte di Impastato. «Il menù – aggiunge Sulis – non è solo offensivo nei confronti di Falcone e Impastato ma fa un lavoro più sottile perché accomuna boss mafiosi e collusi con le vittime della mafia». Da più parti, anche sul fronte politico, si sollecita una presa di posizione del governo italiano e del ministro degli Esteri Emma Bonino, in un giorno nero per la Farnesina, alle prese con l’assassinio del militare italiano in Afghanistan da parte di un bambino di soli undici anni. In serata la nota della diplomazia italiana. Su istruzioni del ministro degli Esteri Bonino, l’incaricato d’affari dell’Ambasciata italiana a Vienna è intervenuto presso le autorità austriache sul caso del locale “Don Panino” riferendo come l’Italia ritenga “inaccettabile” e “offensivo” utilizzare nomi di persone distintesi nella lotta contro la mafia in maniera distorta.

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