Monti faccia non uno, ma tre passi indietro. Riporterebbe la normalità in politica

1 Apr 2013 19:33 - di Girolamo Fragalà

Che Bersani sia stato smacchiato è ormai scritto a caratteri cubitali nella storia di queste ultime settimane. Ma c’è un altro personaggio che è rimasto doppiamente scottato: è Mario Monti, costretto a una doppia umiliazione, prima con i risultati elettorali (che hanno decretato il suo fallimento) e poi con le  vicende del dopo-voto. Non appena Napolitano è venuto fuori con la scelta dei “saggi” è scoppiata la paura della riesumazione di Monti in attesa dei nuovi sviluppi. Stavolta il popolo del web e il popolo della strada hanno parlato a una sola voce: diamo il governo a chiunque, ma non lui. E non è bastata la precisazione del Colle che ha parlato di limiti temporali – cercando così di rassicurare anche il mondo politico – a calmare le acque perché i blog e facebook sono stati travolti da link di protesta, vignette, rabbia e insulti. Forse per il professore bocconiano – snob e sempre in cattedra, anche a Palazzo Chigi – quelle proteste sono frutto di ignoranza e superficialità. Sta di fatto, però, che qualche domanda dovrebbe porsela perché quel popolo tanto ignorante (o comunque non all’altezza di cotanta sapienxa cattedratica) non è, visto che ha insistito su un concetto: basta con la sospensione della democrazia. Perché c’è stata sospensione della democrazia quando Monti è andato al governo senza essere stato votato e ha rappresentato partiti che erano usciti sconfitti dal voto (basta vedere con chi ha stretto l’alleanza elettorale per capirlo). In più, è stato nominato senatore a vita non si sa per quale motivo, paracadute parlamentare a mo’ di ringraziamento per essersi scomodato e aver accettato di essere premier tecnico. Quando Napolitano s’è inventato i saggi, sottolineando che un governo comunque c’è, il timore è stato collettivo: «Ci stanno rifilando ancora Monti». E tutti a chiedersi il perché votare se poi il voto non viene rispettato. E rispunta il fantasma della sospensione della democrazia, i cui protagonisti sono di nuovo Monti e Napolitano. Che – secondo il popolo del web – non tengono neppure conto che il governo tecnico non ha ottenuto (e non otterrebbe mai) la fiducia del nuovo Parlamento. Ragion per cui tutte le rassicurazioni del Colle non riuscirebbero mai ad avere l’effetto-camomilla. L’unica cosa che calmerebbe gli animi sarebbe un passo indietro di Monti. Anzi, tre passi indietro: da premier, da aspirante premier e da senatore a vita. Per basso gradimento. Non si può continuare ad andare avanti con il suo fantasma che di volta in volta svolazza per le stanze della politica.

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